La Fiat 500 elettrica è solo "alla spina". Niente versioni elettrificate: o batterie o niente. In un futuro non troppo lontano però le cose potrebbero cambiare. E parecchio. Stando alle indiscrezioni raccolte da Automotive News infatti Stellantis starebbe pensando di offrire anche una motorizzazione mild hybrid alla 500e, risollevandone così le sorti e aumentando al tempo stesso la produzione nello stabilimento di Mirafiori.

Secondo la testata la decisione non sarebbe ancora stata presa ma Fiat avrebbe interpellato i fornitori, per valutare la fattibilità dello swap di powertrain.

Fiat 500e da elettrica a mild hybrid: i perché di una scelta

L'eventuale adozione del motore mild hybrid da parte della Fiat 500e suona strano, ma guardando i numeri di vendita e produzione avrebbe invece molto senso. Partiamo proprio dai numeri: lo scorso anno la Fiat 500 ibrida ha venduto più di 100.000 unità in Europa, mentre la 500e si è fermata a circa 62.000 unità. 

L'elettrico ancora non riesce a sfondare in Europa (specialmente in Italia) e dare una nuova possibilità alla Fiat 500 elettrica potrebbe portare benefici in termini di vendite, risollevando come detto al tempo stesso le sorti di Mirafiori.

Ed ecco il secondo punto del perché trasformare (anche) in mild hybrid la 500e avrebbe senso. Lo stabilimento torinese è da tempo al centro del dibattito politico e nel 2023 ha prodotto 77.260 auto, al di sotto delle 90.000 prospettate da Fiat. I sindacati temono che nel 2024 si potrebbe scendere a 40.000 unità, con conseguenze negative sui lavoratori. Portare una motorizzazione apprezzata dal mercato potrebbe far salire il numero a 175.000 all'anno (stando a quanto riportato da Automotive News), con numerosi benefici.

<p>Fiat 500 Hybrid</p>

Fiat 500 Hybrid

<p>Fiat 500e</p>

Fiat 500e

Un altro motivo a supporto della tesi è l'ormai prossimo abbandono del mercato europeo da parte della 500 mild hybrid. La piccola Fiat infatti non dovrebbe essere rinnovata come successo con la Fiat Panda (anticipata dalla Pandina) e dal 4 luglio 2024 non rispetterà più il regolamento europeo sulle tecnologie obbligatorie. Rimarrà in vita su altri mercati, con la produzione nello stabilimento di Tafraoui-Orano (Algeria). A partire da fine giugno la fabbrica polacca di Tychy perderà quindi un modello storico , ma già lavora su Jeep Avenger e Fiat 600, in attesa dell'arrivo dell'Alfa Romeo Milano.

Con l'adozione della nuova motorizzazione poi i prezzi scenderebbero notevolmente: la Fiat 500 elettrica costa infatti 29.950 euro, quella mild hybrid (più corta di 4 cm e con meno tecnologia) 17.700 euro. Il passaggio alla motorizzazione elettrificata potrebbe tagliare di qualche migliaio di euro il listino della 500e, poco sopra i 20.000 euro. Più cara rispetto all'attuale certo, ma anche con contenuti in linea con quelli della concorrenza e più spazio a bordo.

<p>Fiat 500 Hybrid, gli interni</p>

Fiat 500 Hybrid, gli interni

<p>Fiat 500e, gli interni</p>

Fiat 500e, gli interni

La domanda che sorge è: sarebbe possibile trasferire il motore mild hybrid sotto la Fiat 500 elettrica? La risposta è arrivata nel 2020 direttamente da Olivier Francois (numero uno di Fiat) in occasione della presentazione della 500e "Tecnicamente la piattaforma lo consente, ma per ora vogliamo puntare sull'elettrico". Già il piano originale quindi lasciava la porta aperta alla possibilità di montare powertrain differenti da quello elettrico, con la speranza però che bastasse quello a decretare il successo del modello. La meccanica della 500e infatti è stata progettata prima della nascita di Stellantis e non è quindi la CMP, ma una derivata (con importanti e numerose modifiche) da quella della 500 classica.

Rimane da capire quale motore mild hybrid potrebbe trovare posto sotto il cofano. Escludendo il 1.5 di Jeep Renegade, Compass e Alfa Romeo Tonale (troppo grosso per un'auto lunga 3,63 metri) rimangono il 1.0 da 70 CV della 500 hybrid attuale o il 1.2 da 100 CV delle varie Jeep Avenger, Fiat 600 e nuova Lancia Ypsilon. 

Secondo Automotive News se il progetto dovesse avere il via libera ci vorranno tra i 18 e i 24 mesi per apportare le modifiche ad auto e linea di produzione.