Gli incentivi auto 2024, quelli nuovi, con tabelle riscritte e sconto fino a 13.750 per l'acquisto di un'elettrica, stanno arrivando. Forse. C'è il decreto, rimbalzato come una pallina pazza tra vari ministeri per revisioni, commenti e timbri. Ora manca l'ultimo ma fondamentale passaggio: l'ok da parte della Corte dei Conti. Poi saranno finalmente attivi. Con incredibile ritardo.

Da mesi infatti il governo parla di una rimodulazione degli incentivi auto, con più soldi (quasi un miliardo di euro) e sconti maggiori. Ora: chi, sapendo che ciò che vuole comprare costerà meno in futuro, va comunque dritto per la sua strada? Chi ha fretta. Il resto attende. Senza sapere quanto. Perché dall'esecutivo per ora ci sono state dichiarazioni - non sempre chiarissime - e nulla di più. Intanto il mercato cala.

Fate presto

Marzo 2024 infatti ha registrato una flessione nelle auto vendute rispetto a 12 mesi prima, battuta d'arresto dovuta proprio all'attesa. 

“È d’obbligo per noi continuare a sottolineare l’importanza e l’urgenza di rendere presto operativo il nuovo schema incentivi: considerando i tempi tecnici di tutti i prossimi passaggi della normativa ancora necessari, rischiamo di arrivare a perdere metà dell'anno e avere un impatto degli incentivi estremamente limitato sul 2024”

dice l'Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), ribadendo un concetto più volte espresso. Bisogna fare presto. Il -3,7% di marzo 2024 non è dovuto a mancanza di auto, ma all'attesa. Anche perché, come era facilmente preventivabile e come successo negli anni scorsi, gli incentivi per auto benzina e diesel sono terminati in poco più di una settimana. Quelli per elettriche e plug-in invece sono quasi intonsi.

Incentivi auto come Godot, tutti a parlare ma alla fine non succede nulla. Ma a chi giova questa attesa? Semplicemente a nessuno: non al governo che perde un'occasione per risollevare un settore in sofferenza, non al mercato, non ai consumatori. 

La firma sul decreto arriverà prima o poi, a sbloccare uno stallo nocivo, ma rischia di essere una toppa su un tessuto ormai liso. Siamo entrati nel mese di aprile. Un terzo di questo 2024 è stato sprecato e se in molti sperano nell'effetto rimbalzo, è anche vero che la nuova tabella degli incentivi auto è ben lungi dall'essere quella perfetta.

Un problema su tutti: il tetto al prezzo delle auto elettriche: 42.700 euro IVA e accessori inclusi. Alcuni costruttori hanno abbassato i propri listini per stare dentro - a volte anche solo per 10 euro - nella fascia. Considerando che le auto elettriche costano di più rispetto alle controparti termiche, perché non alzare la soglia? Perché con gli incentivi auto 2024 non si è pensato di portare il limite un po' più su?

Magari a discapito dei fondi riservati alla conversione a metano. Alimentazione che in Italia conta ora lo 0,2% del mercato, dove l'offerta è ormai limitatissima, specialmente per colpa dell'impennata dei prezzi del carburante. Ben vengano quelli per il gpl (con il 9,2% del venduto tra gennaio a marzo), il metano ha smesso di dare una mano. 

Balbettamenti che potrebbero trovare risposta nella volontà più volte espressa dal Governo, ministro Urso in testa, di incentivare direttamente l'industria e non il mercato, stimolando una ripresa del sistema paese come produzione. I colloqui con Stellantis procedono e l'obiettivo un milione di veicoli "sfornati" in Italia rimane sul piatto, ma potrebbero non bastare. Intanto saltano fuori nomi di gruppi cinesi e non solo (è saltato fuori anche quello di Tesla) che potrebbero produrre in Italia. Contando sugli incentivi statali (forniti però non sappiamo come). Intanto il mercato cala.