I marchi Stellantis in difficoltà hanno 2-3 anni di tempo per salvarsi
Ma non sarà Carlos Tavares a decidere: l'attuale ceo andrà infatti in pensione a inizio 2026
Nel 2021, poco dopo la conclusione della fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e il Gruppo PSA, il CEO di Stellantis Carlos Tavares aveva fatto una promessa: il nenoato Gruppo avrebbe investito in tutti i marchi per 10 anni. Ora però qualcosa è cambiato.
Parlando al Salone di Parigi 2024 infatti Tavares ha dichiarato che le decisioni sul futuro dei brand saranno prese entro 2-3 anni. Quando ciò accadrà, qualcun altro sarà al timone di Stellantis. Come annunciato di recente il manager portoghese lascerà Stellantis a inizio 2026 e il processo di ricerca del suo successore è già iniziato, con la nomina prevista entro la fine del 2025.
L'analisi
Nel frattempo Tavares ha sottolineato in occasione del Salone, come tutti i brand Stellantis abbiano le coperture finanziarie fino al 2026. C'è ancora tempo quindi per lanciare nuovi prodotti, da una parte e dall'altra dell'Atlantico.
Alla domanda "pensa che anche il piano strategico per andare avanti debba essere aggiornato?", ha risposto:
"In termini di governance, il piano 2030, che è un piano con tre step triennali, ci sarà un momento importante, che sarà la primavera del 2025, in cui faremo il bilancio dei primi tre anni del piano. Una volta raggiunto questo equilibrio, fissiamo gli obiettivi per la seconda tappa, che ci porterà al 2027, e poi c'è una terza tappa, entro la fine del 2030. Quindi, nella primavera del 2025, faremo il bilancio della prima tappa e fisseremo l'obiettivo per la seconda. In quel momento, se riterremo che il contesto esterno sia cambiato in modo significativo rispetto a quello che era quando abbiamo creato il piano, ovvero nel marzo 2022, possiamo e abbiamo l'opportunità di rivedere un certo numero di cose e di cambiarle, per adattare il nostro piano strategico alle nuove realtà. Perché è giusto dire che, rispetto all'inizio del 2022, un certo numero di cose sono cambiate nel mondo occidentale, soprattutto in Europa. Quindi è giusto dire che se abbiamo qualcosa da aggiornare, questo sarà il momento giusto per farlo".
Tra i marchi più sofferenti c'è Chrysler, la cui gamma si è ridotta a un solo modello, la vecchia Pacifica/Voyager. In arrivo però c'è la prima auto elettrica della Casa, nella quale sono riposte speranza per una rinascita.
Chrysler Pacifica
Il processo di rinascita di Lancia, iniziato con la nuova Ypsilon, continuerà nel 2026 con il ritorno della Gamma, l'ammiraglia con carrozzeria fastback. Per il 2028 invece è fissato l'appuntamento con la nuova Delta.
Nel 2025 per Alfa Romeo inizierà una nuova avventura all'insegna della nuova Stelvio, basata sulla piattaforma STLA Large, seguita nel 2026 dalla nuova Giulia. Modelli con motorizzazioni elettriche ed elettrificate, come il grosso SUV destinato a sfidare la Porsche Cayenne e previsto per il 2027.
Dodge ha da poco presentato la nuova Charger - elettrica e non solo - e ha in gamma la Hornet, derivata dall'Alfa Romeo Tonale, mentre secondo alcune indiscrezioni il nome Stealth tornerà come SUV nel 2027 per sostituire il Durango.
Jeep ha in cantiere un gran numero di nuovi modelli, tra cui le nuove generazioni di Renegade e Compass, entrambe disponibili anche con motorizzazioni elettriche. Potrebbe anche arrivare, nel 2027, un modello più piccolo della Grand Cherokee.
Ram sta attualmente affrontando un problema di qualità, come riferito dallo stesso Tavares. Troppi modelli necessitano di visite in officina poco dopo l'acquisto. Tutto ciò naturalmente non giova alle vendite, calate del 24% a settembre negli Stati Uniti.
Il teaser della nuova Jeep Compass
Fiat, Opel/Vauxhall, Citroen e Peugeot hanno calendari abbastanza pieni di novità, sia elettriche sia elettrificate, in arrivo nei prossimi anni. Lo stesso non si può dire per Maserati che, come ammesso da Tavares qualche giorno fa, "è in rosso", attribuendo la colpa al marketing piuttosto che alle auto vere e proprie.
DS nel 2025 dovrebbe presentare le nuove DS 9 e DS 7, verosimilmente disponibili con differenti tipologie di motorizzazioni. Saranno assemblate in Italia nello stabilimento di Melfi, sulla piattaforma STLA Medium.
Per quanto riguarda Abarth le vendite della 500e sono basse. A breve arriverà la 600e, bisogna capire se riuscirà a risollevare il brand dello Scorpione.
Fonte: Automotive News
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