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Volkswagen pronta a un mega licenziamento? Meglio fare chiarezza

Abbiamo parlato con Stefano Sordelli, direttore della comunicazione del Gruppo, per capire cosa succede e quali sono le sfide per il futuro

Fabbrica Volkswagen Golf

Il Gruppo Volkswagen licenzierà 100.000 persone nei prossimi anni. Una notizia uscita qualche giorno fa e rimbalzata ovunque, a creare forti preoccupazioni sulla tenuta di uno dei colossi europei dell'auto. Non si tratta però di una comunicazione ufficiale bensì di rumors e come tali li abbiamo trattati, contattando direttamente Stefano Sordelli, Direttore Group Press, Communications & External Relations di Volkswagen Group Italia, per capire come stanno esattamente le cose.

"Quello che ufficialmente posso dire è che negli ultimi tempi il nostro amministratore delegato Oliver Blume ha detto che il modello di business del Gruppo Volkswagen, quindi quello di produrre auto in Germania o più in generale in Europa, che ha funzionato per diverso tempo, andava rivisto perché non funzionava più"

La situazione

Una situazione non nuova dunque, che ha differenti motivi scatenanti: la situazione del mercato in Cina, la crisi in Medio Oriente, i dazi di Donald Trump. Un concentrato di pressioni che di certo non aiuta ma che ha visto il Gruppo varare nuove strategie

"Abbiamo per esempio varato il piano in Cina per la Cina con un focus specifico anche di produzione e sviluppo software"

<p>La fabbrica Volkswagen di Wolfsburg</p>

La fabbrica Volkswagen di Wolfsburg

Sordelli ci tiene comunque a sottolineare come commentare un "piano lacrime e sangue" sia difficile, perché di ufficiale non è uscito nulla. Se quindi per quanto riguarda i paventati nuovi licenziamenti non ci sono basi concrete da commentare, la questione stabilimenti è stata discussa già tempo fa su più livelli.

"Penso che sicuramente ci sarà una discussione a livello di board, di Gruppo, per affrontare quello che sarà il piano futuro. In seguito dell'assemblea degli azionisti, si è usciti con una continuità nella governance e secondo me questo è importante, perché non è cambiato tutto. La governance dell'azienda continua, continua la composizione del board e questo significa che c'è fiducia nelle attività che si stanno portando avanti. Quello che mi sento di dire, anche sul tema degli esuberi e dei tagli, ad oggi in realtà il piano che conosco è quello da sempre condiviso che riguarda i 50.000 posti di lavoro. Inoltre, nel momento in cui sono stati definiti dei piani di uscita, di esubero o altro, in generale il Gruppo lo ha sempre fatto in un certo modo, cioé parlando con i sindacati, definendo scale mobili, con un supporto anche  grazie al welfare tedesco. Non abbiamo mai lasciato per strada nessuno.

<p>Volkswagen T-Cross</p>

Volkswagen T-Cross

<p>Volkswagen ID.Evo, un crossover sviluppato per il mercato cinese</p>

Volkswagen ID.Evo, un crossover sviluppato per il mercato cinese

Da sottolineare poi come questi fatidici 100.000 licenziamenti non si sommerebbero ai 50.000 già annunciati ma sarebbero il totale. Nessun allarmismo dunque, ma uno sguardo a una realtà che semplice non è e che chiede di rimanere costantemente sul pezzo, a definire piani e strategie per rispondere a un mondo che cambia a una velocità sempre maggiore. E l'Europa pare trovarsi costantemente nell'occhio di un ciclone che spazza via certezze e porta a galla sfide di ogni tipo. 

Quello che è ufficiale è quello che dicevo: siamo consci del fatto che per rispondere al meglio alle sfide future serve attivare un piano, o quantomeno una governance, da un punto di vista di business, differente da come l'abbiamo fatta fino a ora. Perché comunque per mille motivi produrre auto in Europa - meglio, esclusivamente in Europa - e portarle in giro per il mondo è difficile. 

Di certo c'è quindi che qualcosa dovrà cambiare all'interno del Gruppo Volkswagen, non unicamente in termini di personale ma in termini di business, strategia a lungo termine e governance. Bisogna solo aspettare quanto ogni punto verrà messo nero su bianco. A domanda diretta sul quando da Wolfsburg faranno chiarezza il manager ha risposto indicando il mese di luglio come il momento di probabili comunicazioni ufficiali.