Il LED ha riportato in vita il faro tondo
Sembrava destinato a scomparire con i fari rettangolari o sottili, invece è tornato, ma grazie alla tecnologia più moderna di tutte
Per molti anni il faro tondo sembrava destinato a scomparire: prima i proiettori rettangolari, poi quelli poliellissoidali e complessi, poi le strisce sempre più sottili sembravano aver chiuso definitivamente un capitolo della storia dell'automobile. Eppure basta osservare alcuni dei modelli più recenti per accorgersi che qualcosa è cambiato.
Il ritorno, però, è soltanto apparente: oggi il cerchio non serve più a contenere una parabola o una lampadina, ma è diventato una firma luminosa, una circonferenza delineata graficamente, e che richiama il passato sfruttando una tecnologia completamente diversa. È uno dei casi più curiosi nei quali il progresso sceglie di recuperare una forma storica.
Quando il cerchio era una necessità
Per decenni il faro tondo non fu una scelta stilistica, ma una necessità tecnica. Le parabole circolari erano semplici da costruire e garantivano un'illuminazione efficace, diventando uno degli elementi più riconoscibili di automobili come la Fiat 500 o la Mini storiche.
Con il tempo, però, proprio quella forma è entrata nell'identità di alcuni modelli. La Mini, in particolare, ha trasformato i fari tondi in una delle proprie firme stilistiche, tanto che ancora oggi sarebbe difficile immaginarla con un frontale completamente diverso.
Quando il rettangolo sembrava il futuro
A partire dagli anni Sessanta il faro rettangolare diventa il simbolo della modernità: frontali più bassi, migliore aerodinamica e maggiore libertà progettuale convincono quasi tutti i costruttori ad abbandonare il cerchio, che improvvisamente appare legato a un'automobile ormai superata.
Anche modelli molto popolari seguono questa strada; pensiamo, in epoche diverse, al passaggio da Fiat Ritmo a Fiat Tipo, e ancora prima al frontale della 127 di Pio Manzù rispetto alla prima 128, oppure alla scelta di Citroen e Peugeot di dotare molti modelli di fari rettangolari, trapezoidali o carenati. C’è la ricerca di un’immagine decisamente più tecnologica rispetto al passato.
Una delle caratteristiche principali del design della Fiat 127 erano i fanali anteriori rettangolari, che mettevano ancora di più in evidenza le forme squadrate e innovative della vettura, ed erano diversi rispetto ai fari tondi della 128 di qualche anno prima
Il frontale che Flaminio Bertoni realizzò per la prima Citroen Ami era il frutto di una serie di compromessi e adattamenti successivi rispetto al progetto originario, ma il faro a rettangolo arrotondato nel 1961 era di una modernità quasi rivoluzionaria
Il LED ridisegna il passato
L'arrivo dei LED cambia completamente le regole del gioco, poiché la sorgente luminosa non deve più avere una forma precisa e il designer può utilizzare la luce come un tratto grafico. È così che il cerchio torna protagonista, non più come vincolo tecnico, ma come linguaggio del design.
La nuova Renault 4 E-Tech, la Fiat 500 e la Mini reinterpretano tutte lo stesso principio. Non ricostruiscono il vecchio faro tondo: ne disegnano semplicemente il contorno luminoso, creando un'immediata connessione con la storia del modello. E il paradosso è che il faro rettangolare, considerato per oltre vent'anni il simbolo del futuro, oggi appare molto più legato al passato del cerchio luminoso disegnato dai LED.
La Renault 4 E-Tech richiama il faro circolare della R4 originaria sempre sfruttando soprattutto la cornice a LED, in questo caso divisa in due parti, che costituisce una firma caratteristica; il fanale, poi, si illumina anche all'interno
Non era semplice pensare a come rendere più moderno nella Fiat 500 elettrica e Hybrid il classico fanale tondo della 500 storica, che prima era reinterpretato in modo piuttosto tradizionale: qui la cornice tonda a LED circonda anche una zona superiore interna nel colore della carrozzeria, da notare anche le luci inferiori. Una soluzione simile è stata adottata nella nuova 600
Non solo nostalgia, ma identità
Il ritorno del faro tondo, almeno come profilo, dimostra che il design automobilistico non procede mai in linea retta: una tecnologia supera la precedente, ma può recuperare forme che sembravano ormai dimenticate, attribuendo loro un significato completamente nuovo. Oggi il cerchio non serve più a ospitare una lampadina: racconta una storia.
È forse questo il motivo per cui molte automobili contemporanee risultano familiari fin dal primo sguardo: il LED non riporta indietro il tempo, ma permette ai designer di costruire un ponte tra passato e futuro, trasformando un semplice anello di luce in uno degli elementi più efficaci dell'identità di un marchio.
Per la Nissan Micra di nuova generazione non ci troviamo tanto di fronte ad una citazione, quanto ad una interpretazione ancora differente della cornice circolare a LED: il complesso ricorda proprio il logo Nissan
Per la Honda e la cornice circolare è un omaggio alle Honda compatte del passato, anche senza riferimenti diretti ad un modello storico preciso
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