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Bologna difende i 30 km/h: “Così salviamo vite”

Ecco cosa mi ha detto l'Assessora del Comune di Bologna ai fondi europei/PNRR, Anna Lisa Boni

Bologna difende i 30 km/h: “Così salviamo vite”
Foto di: Shutterstock
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Il limite di 30 km/h continua a essere uno dei temi più discussi quando si parla di mobilità urbana. A Bologna la misura, introdotta per ridurre la velocità nelle strade più frequentate da pedoni e ciclisti, è stata prima annullata dal TAR e poi nuovamente applicata dal Comune dopo una revisione delle delibere. Dal 20 aprile 2026 il limite è infatti tornato in vigore su 258 km di strade, suddivise in 47 nuove Zone 30, che si aggiungono a quelle già esistenti.

Ne ho parlato oggi a Roma, durante l'ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, con l'Assessora del Comune di Bologna ai fondi europei/PNRR, transizione ecologica e relazioni internazionali, Anna Lisa Boni.

Perché andare a 30 km/h?

"La sentenza del TAR non ha criticato l'iniziativa - ha spiegato Boni -, ha semplicemente detto che non rispettava il Codice della strada che era stato cambiato alla fine". Il Comune ha quindi rivisto le proprie delibere, preparando una motivazione specifica per ciascuna strada interessata dal limite.

"È stato un lavoro molto lungo, però alla fine ce l'abbiamo fatta", ha aggiunto Boni, secondo cui il nuovo impianto rende oggi la misura più solida dal punto di vista amministrativo, perché tiene conto delle modifiche normative intervenute dopo la decisione iniziale. Ma perché, secondo l'amministrazione bolognese, andare a 30 km/h è così importante?

"Salva vite".

Così ha risposto Boni, raccontandomi anche un'esperienza personale: "Io stessa sono stata investita sulle strisce pedonali da un'auto". Secondo l'assessora, una velocità inferiore può fare una differenza sostanziale nelle conseguenze di un investimento.

ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti

L'Assessora del Comune di Bologna ai fondi europei/PNRR, transizione ecologica e relazioni internazionali, Anna Lisa Boni.

Foto di: Montefusco Colla Comunicazione

L'obiettivo, però, non riguarda soltanto gli incidenti. Per Boni una città più lenta dovrebbe anche lasciare maggiore spazio a pedoni, biciclette e altri sistemi di mobilità, permettendo alle persone di vivere le strade con maggiore sicurezza e contribuendo, nella visione dell'amministrazione, anche alla riduzione delle emissioni.

Il Comune di Bologna lega infatti la Città 30 a una trasformazione più ampia dello spazio urbano, con interventi su strade, attraversamenti, piazze scolastiche, piste e corsie ciclabili e marciapiedi.

Dove sono i 30 km/h a Bologna

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutta Bologna è a 30 km/h. Il limite interessa oggi più del 60% delle strade del centro abitato. Se si considera invece la parte più densamente popolata della città, la percentuale arriva a quasi il 90%.

I 30 km/h sono stati applicati soprattutto sulla rete stradale secondaria, nelle aree dove si concentrano abitazioni, scuole, negozi, mercati, ospedali, parchi e altri luoghi frequentati quotidianamente dalle persone. Secondo il Comune, proprio sulle strade di questo tipo si verifica complessivamente il 76% degli incidenti stradali di Bologna.

Restano invece a 50 km/h le principali strade di scorrimento, come i viali di circonvallazione, con l'eccezione del tratto davanti alla stazione, l'asse Togliatti-Gandhi-Tolmino-Sabotino, via Stalingrado e l'asse Lenin-Po-Torino-Benedetto Marcello. Fuori dall'area della Città 30 restano inoltre i limiti già vigenti, compresi quelli della tangenziale e dell'asse attrezzato.

Bologna
Foto di: Shutterstock.com

In pratica, quindi, il principio è abbastanza semplice: 30 km/h nelle strade dove la presenza di persone e attività è maggiore, 50 km/h sugli assi pensati soprattutto per far scorrere il traffico.

E le multe? Adesso i controlli ci sono

È proprio sul fronte dei controlli che la situazione è cambiata. Dopo una prima fase di sei mesi senza sanzioni, pensata per informare gli automobilisti, le multe per il mancato rispetto dei nuovi limiti sono partite il 16 gennaio 2024.

Oggi sulle strade a 30 km/h la Polizia Locale utilizza principalmente pattuglie, infovelox e telelaser. Gli infovelox mostrano la velocità del veicolo ma non emettono direttamente multe; i telelaser, invece, possono essere utilizzati per accertare e sanzionare le violazioni. Il Comune indica circa 6 pattuglie al giorno impegnate nei controlli per la sicurezza stradale nei diversi quartieri.

Non ci sono invece autovelox fissi sulle strade a 30 km/h: quelli fissi sono previsti sulle strade che mantengono il limite di 50 km/h.

Per quanto riguarda le sanzioni, il sito ufficiale di Bologna Città 30 ricorda che, considerando il margine di tolleranza previsto dal Codice della strada, sulle strade con limite di 30 km/h la sanzione per eccesso di velocità scatta dai 36 km/h rilevati con strumenti elettronici. Tra 36 e 45 km/h la multa parte da 29,40 euro; tra 46 e 75 km/h si passa a un minimo di 121,10 euro e 3 punti sulla patente. Le sanzioni aumentano ulteriormente con l'aumentare della velocità.

Durante il primo anno di Bologna Città 30, dal 16 gennaio al 31 dicembre 2024, la Polizia Locale aveva effettuato 166 giornate di controlli, controllato 14.193 veicoli ed elevato 2.046 sanzioni. Quelle specificamente legate al superamento del limite erano state 89 per i 30 km/h e 217 per i 50 km/h.

Per Boni, quindi, il limite non rappresenta soltanto una nuova regola per chi guida, ma uno degli elementi di una trasformazione più ampia della mobilità bolognese. "Avremo il tram", ha ricordato l'assessora, immaginando una città nella quale anche chi deve utilizzare l'auto possa trascorrere meno tempo bloccato nel traffico, con meno stress e meno emissioni.

Fotogallery: ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti