Ecco perché c'è ancora tanto traffico nelle nostre città
A raccontarlo sono i dati dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentati all’ECO Festival 2026
Ci lamentiamo del traffico, ma continuiamo a usare l'auto anche quando potremmo tranquillamente farne a meno. Nel 2025 noi italiani abbiamo fatto in media 101 spostamenti al giorno, contro gli 89 del 2021, e in più del 60% dei casi ci siamo mossi in automobile. C'è poi un dato che fa riflettere: il 27,3% degli spostamenti fino a 2 km è stato fatto in macchina.
A raccontare come ci muoviamo è l'Osservatorio Audimob di Isfort, l'Istituto Superiore di Formazione e Ricerca sui Trasporti, con lo studio "Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani", presentato in occasione dell'apertura di ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.
Insomma, siamo tornati a muoverci più spesso rispetto agli anni della pandemia, ma il modo in cui lo facciamo non è cambiato abbastanza. L'Indice di Mobilità Sostenibile, che tiene conto di chi si sposta a piedi, in bicicletta o con la micromobilità e con il trasporto pubblico, nel 2025 si è fermato al 34%. Praticamente lo stesso livello del 2000. In 25 anni, quindi, noi italiani non abbiamo fatto grandi passi avanti verso una mobilità più sostenibile.
Ci muoviamo per pochi chilometri
Gran parte dei nostri spostamenti è molto più breve di quanto si potrebbe pensare. Oltre l'80% dei viaggi avviene entro 10 km e l'85% dura meno di 30 minuti. Eppure l'auto continua a essere la nostra scelta principale, anche quando la distanza è davvero ridotta. Per i tragitti fino a 2 km, infatti, più di uno spostamento su quattro, il 27,3%, avviene ancora in macchina.
A cambiare è anche il modo in cui ci muoviamo a seconda di dove viviamo. Nelle città con più di 250.000 abitanti il trasporto pubblico viene utilizzato per il 18,4% degli spostamenti, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nei Comuni con meno di 50.000 abitanti, invece, la sua quota scende al 4-5%. Qui l'auto arriva a rappresentare quasi il 75% degli spostamenti. Nel Mezzogiorno raggiunge invece il 65%.
Il motivo è abbastanza semplice: se abbiamo autobus, treni e altri servizi comodi e frequenti, è più facile lasciare la macchina parcheggiata. Dove le alternative sono poche o poco pratiche, invece, l'auto diventa spesso quasi indispensabile. Nel frattempo sono cresciuti gli spostamenti sulle due ruote, dalla bicicletta alla micromobilità fino alle moto, ma il trasporto pubblico resta sotto il 10% a livello nazionale e non ha ancora recuperato le posizioni del 2019.
Vorremmo usare meno l'auto, ma dobbiamo avere alternative
La parte più interessante dello studio è forse questa: noi italiani diciamo di essere disposti a cambiare. La Propensione al Cambio Modale (PCM) misura proprio la differenza tra chi vorrebbe usare di più un mezzo e chi invece vorrebbe usarlo meno. Per l'auto il risultato è negativo, -10,8. Il 23,8% degli italiani vorrebbe diminuire l'uso della macchina, mentre il 12,9% vorrebbe aumentarlo.
Quando guardiamo alle alternative, invece, il quadro cambia completamente. Per il trasporto pubblico la PCM arriva a +13,8: il 36,3% di noi vorrebbe utilizzarlo di più, mentre soltanto il 9% vorrebbe usarlo meno. Ancora più forte è il risultato della bicicletta, con un indice di +25,2. Il 38,2% degli italiani vorrebbe usarla di più e appena il 3,9% vorrebbe utilizzarla meno.
Quindi la voglia di cambiare c'è, almeno in parte. Il problema è riuscire a trasformarla in un comportamento quotidiano. Come spiega Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort, voler cambiare non significa automaticamente riuscire a farlo: servono condizioni che permettano alle persone di scegliere davvero un'alternativa all'auto.
Anche l'età conta. Tra noi giovani il trasporto pubblico rappresenta il 15,4% degli spostamenti, mentre nelle fasce di età più mature si ferma al 5,2%. Le donne fanno inoltre scelte mediamente più sostenibili, soprattutto perché camminano di più, utilizzano maggiormente i mezzi pubblici e ricorrono di più all'auto condivisa. Allo stesso tempo, però, si fanno carico più spesso degli spostamenti legati alla gestione della famiglia: il 34,2% dei loro viaggi contro il 25,1% degli uomini.
Anche il trasporto ferroviario sta cercando di rendere più semplice lasciare l'auto a casa. Maria Annunziata Giaconia, Direttore Operations di Regionale, brand di Trenitalia del Gruppo FS, ha ricordato gli investimenti su servizi digitali come il Biglietto Digitale Regionale e Tap&Tap e sul rinnovo dei treni. Sono circa 1.009 quelli di nuova generazione già consegnati, che diventeranno 1.081 entro il 2027, con un investimento complessivo di 7 miliardi di euro.
Alla fine, il problema è tutto qui: noi italiani diciamo di voler usare meno l'auto, soprattutto per gli spostamenti brevi, ma continuiamo a prenderla perché spesso è ancora il modo più semplice per arrivare dove dobbiamo andare. Se vogliamo davvero vedere meno macchine e meno traffico nelle nostre città, quindi, non basta chiedere alle persone di cambiare abitudini. Dobbiamo anche mettere a disposizione alternative che funzionino davvero.
Fotogallery: ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti
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