7 giorni fra casa, lavoro, imprevisti e divertimento. Ecco quanto abbiamo speso in una settimana "alla spina" fra Roma e dintorni

Si parla sempre più spesso di “ibrido alla spina” e nei nostri test i modelli Plug-in generano molto interesse, ma “tra il dire e il fare c’è di mezzo il provare”, soprattutto quando si considerano percorrenze, consumi e costi.

Abbiamo quindi deciso di guidare la Mercedes A250e EQ Power per sette giorni, tra percorsi urbani e imprevisti “fuori porta”, ed ecco com'è andata o, se preferite, quanto abbiamo speso.

Prima le presentazioni

La Mercedes A250e è in pratica l’unica compatta premium e Plug-in Hybrid, un’auto che conserva il design sportiveggiante della Classe A, basso e filante, lasciando la sua componente elettrificata “nascosta” o quasi: dall’esterno infatti solo a un occhio esperto viene attirato dalla targhetta EQ Power, la vera chicca della vista laterale, ancor più dei cerchi AMG da 18 pollici.

La raffinatezza di questa versione si nasconde dunque nella sua componente propulsiva che offre l’equivalente di 218 CV, frutto della cooperazione tra il 4 cilindri 1.3 turbo benzina - da 160 CV e 230 Nm di coppia a 1.620 giri - e il motore elettrico da 102 cavalli che si affida a una batteria al litio da 15,6 kWh.

L’aggravio di peso per questa versione è di 300 kg, per arrivare quindi a un totale di circa 1.600 kg, che però non le impediscono di arrivare a 235 km/h di velocità massima e di scattare da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi.

Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power
Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power

Casa-lavoro... e molto altro

Lavorare in una grande città e avere a disposizione colonnine di ricarica in ufficio e nelle sue vicinanze è di sicuro un aiuto quando si tratta di sfruttare al 100% il potenziale di un Plug-in come la A250e.

Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power

“Far strada” può quindi diventare una questione qualitativa in cui ci si sente parte di questa tecnologia, che funziona meglio se si guida in maniera più consapevole.

L’infotelematica della A250e in questo senso risulta molto utile per monitorare consumi e percorrenze, con le schermate relative ai consumi che rimangono consultabili nelle schermate “EQ” nell’MBUX, qui affidato a due schermi da 10,25 pollici.

Questi dati rimangono poi fruibili anche in remoto grazie alla rinnovata app, Mercedes ME, che offre anche la possibilità di controllare da vari parametri dell’auto, come finestrini, apertura e chiusura del veicolo e, durante la carica, monitorare tempi residui e autonomia ipotetica.

Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power

Questione di cavi

La A250e di serie è dotata di due differenti cavi di ricarica: il primo si affida a una presa Siemens, con costi di ricarica mediamente di 0,23 euro/kWh, ma se possedete una vettura plug-in o elettrica il nostro consiglio è quello di installare una Wallbox (a casa o in ufficio) con costi che partono da poco più di 1.000 euro a salire, a seconda del fornitore e della copertura della rete elettrica nella vostra zona.

Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power

In questo caso, così come per le colonnine “pubbliche”, il cavo di riferimento si affida a una presa di Tipo 2, nota come Mennekes, che in corrente alternata offre fino a 3,7 kW, mentre il connettore da 7,4 kW è optional e costa 366 euro.

Perché il plug-in

Il bello delle Plug-in Hybrid è che si sono evolute nel senso giusto: hanno batterie più capaci rispetto alle ibride mild, ma più piccole di quelle in dotazione alle elettriche pure, “la taglia” giusta per l’ambiente urbano, mentre nella gita fuori porta non esistono preoccupazioni grazie alla componente termica.

Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power
Mercedes-Benz A250e Plug-in Hybrid EQ Power

E se i chilometri percorsi ed euro spesi li trovate in dettaglio nel nostro video, il beneficio dell’ibrido alla spina vi consigliamo di viverlo (ovvero, guidarlo) in maniera prolungata: solo in questo modo il passo dal termico all’elettrico vi sembrerà più naturale del previsto e, in termini di consumi, ancora più vantaggioso!