L'ibrido alla spina è arrivato sulla P400e, in versione 110 della Defender. Offroad a zero emissioni e prestazioni quasi da V8

Immutabile e immortale. Per la seconda affermazione, siamo d’accordo. Per la prima, la Land Rover Defender è già cambiata, ma non l’avevamo ancora vista alla spina. Ebbene anche questo tabù è stato abbattuto con la versione P400e che è ora disponibile, ma solo con carrozzeria 110.

Un’innovazione che ha toccato già da tempo tutti gli altri modelli in gamma (Discovery esclusa), che si aggiunge alle versioni mild-hybrid già disponibili, ma che ha indubbiamente un valore simbolico visto che si parla dell’erede diretta dell’automobile nel 1948 fu la pietra angolare del costruttore britannico.

Se poi il mantra è sempre quello che, qualsiasi sia l’innovazione, le caratteristiche fuoristradistiche rimangono le stesse, la curiosità di andare a provarle c’è tutta. Anzi, a pensarci bene, l’elettrificazione ha tutta la possibilità di migliorarle. E allora la curiosità mi sale ancora di più. Per fortuna me la sono tolta.

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Land Rover Defender PHEV, esterni

Giusto per ricordarlo, la versione 110 è lunga 4.758 mm e, aggiungendo i 260 mm della ruota di scorta, si arriva 5.018 mm. Noblesse oblige, anche nelle misure che, tanto per ricordarlo, sono inferiori solo a quelle della Range Rover Classic a passo lungo.

Con le molle metalliche, l’altezza da terra è di 225 mm, con quelle pneumatiche si arriva fino a 291 mm. Con quest’ultima opzione attivata, la britannica sfonda i 2 metri di altezza, quota che supera in ogni caso anche in larghezza.

Land Rover Defender 110 PHEV, la prova

La funzione e la tradizione dettano la stile, anche se gli elementi di novità sono tanti, alcuni non ancora digeriti da alcuni. Una cosa però deve essere detta: la Defender è un’auto unica. E la versione ibrida plug-in è un altro pezzo importante della sua storia.

Come in altri casi, gli unici elementi distintivi sono la scritta (piccolissima) e lo sportellino in più: quello per la presa di ricarica, che si trova sul lato sinistro della vettura ed è perfettamente simmetrico a quello per il carburante liquido.

Land Rover Defender PHEV, interni

La presenza dell’ibrido plug-in vuol dire non poter fare a meno della terza fila di sedili e 150 litri di bagagliaio in meno. Poco male: si va comunque da un minimo di 853 ad un massimo di 2.127 litri.

Il portellone si apre lateralmente, la luce di ingresso si restringe leggermente verso il basso e c’è uno scalino in corrispondenza del divano 40/20/40, ma la soglia è così comoda e la superficie così robusta che si può essere solo contenti. E poi c’è l’asso nella manica (che non a caso viene da Oltremanica): la possibilità di avere il sesto posto tra i sedili anteriori.

Land Rover Defender 110 PHEV, la prova

L’abitacolo è spazioso, luminoso e stiloso nel senso funzionale del termine. Nel senso che elementi che riguardano l’utilizzo e la robustezza diventano bellezza e distinzione. A me, ad esempio, piacciono molto le zone della plancia che hanno l’aspetto della ghisa. Una volta chiamavano questo tipo di finitura “foundry” ed è presente da decenni sulle Land Rover.

Ovviamente la scelta per i rivestimenti è ampia, a livelli di una Range Rover, ma senza mai abbandonare la possibilità di utilizzare la Defender con gli stivali infangati, magari lavandoli con il risciacquo portatile o utilizzando il compressore integrato.

La P400e porta invece una grande novità a livello infotelematico: il nuovo sistema Pivi Pro. Lo schermo da 11,4 pollici è leggermente convesso in senso longitudinale mirando, con una logica inversa, allo stesso obiettivo dei tv curvi: la visibilità.

Netti i miglioramenti in termini di chiarezza, reattività ed ergonomia. Merito di un doppio processore Snapdragon e di un doppio modulo LTE che permette l’aggiornamento di sistema e mappe “seamless”, senza che l’utilizzatore se ne accorga. Ovviamente non mancano le funzioni specifiche per la parte elettriche, sia a bordo, sia attraverso l’app in remoto.

Land Rover Defender PHEV, la guida

Il sistema ibrido della Defender è quello che si trova già sulle Range Rover e sulla Jaguar F-Pace: un sofisticato 2 litri da 300 cv e un elettrico sincrono da 105 kW inserito nel cambio automatico a 8 rapporti per un totale di 404 cv e 640 Nm. Nessun’altra Defender ha una coppia così alta e rapida all’acceleratore. L’unica differenza è nella maggiore capacità della batteria: 19,2 kWh.

Il peso e l’aerodinamica della Defender lo esigono. In questo modo si ottiene un consumo dichiarato di 3,3 litri/100 km pari a 74 g/km di CO2 con la possibilità di percorrere 43 km ad emissioni zero.

Il dato “stradale” più impressionante sono i tempi di accelerazione (0-100 km/h in 5,6 s.) e ripresa che permettono all’ibrida plug-in di stare ad un’incollatura dalla versione V8 da 525 cv, per paradosso la più frazionata, potente e assetata.

Il dato “fuoristradale” è poter andare nella natura ad emissioni zero. E, se le condizioni di carica della batteria o la pendenza non lo consentono, c’è sempre il fattore coppia che permette di salire e modulare la spinta con precisione e facilità superiori alle versioni “single malt”, per fare un parallelo con i whisky.

Land Rover Defender 110 PHEV, la prova

Il resto della catena cinematica, con relativo corredo di controlli elettronici, rimane la stessa. E questo vuol dire che la Defender ha possibilità inimmaginabili anche per il guidatore non professionista, compresa quella di attraversare un guado alto 90 cm.

Chi invece la acquisterà per passione e status, lasciando sassi e terra nel potente regno dell’immaginazione, ne apprezzerà il comfort e le prestazioni, ovviamente senza esagerare troppo tra le curve: parliamo pur sempre di un colosso alto 2 metri che pesa 26 quintali.

Land Rover Defender PHEV, curiosità

La Defender è una delle poche ibride plug-in che offre, oltre la ricarica in corrente alternata a 7 kW, anche quella a corrente continua a 32 kW. Un’opzione in verità disponibile anche su altre Land Rover e che permette, alla bisogna (e alla presenza di una colonnina idonea), di dividere per 4 i tempi di ricarica della batteria.

Land Rover Defender PHEV, i prezzi

La Land Rover Defender P400e parte da 76.900 euro. Per avere un termine di paragone interno, parliamo di 15.200 euro in più rispetto alla versione dotata della stessa parte termica, quanto una P300d X-Dynamic S diesel da 300 cv e 900 euro in più rispetto alla P400 a benzina da 400 cv. Entrambe queste due ultime opzioni sono 6 cilindri in linea 3 litri mild-hybrid da 48 Volt.

Dunque, se il budget è questo, potete guardare di più ai consumi o alle prestazioni. Questo è il primo passo per operare una scelta consapevole considerando il fattore decisivo che rende conveniente l’acquisto di una ibrida plug-in: la regolarità con la quale si ricarica.

Valutati questo elementi, si può scegliere tra ben 9 allestimenti e il più caro X porta la somma necessaria a 110.300 euro. Anche in questo caso potrebbe non bastare se volete attingere a tutte le possibilità di personalizzazione e agli accessori presenti in listino.

Fotogallery: Land Rover Defender 110 PHEV, la prova