FCA abbandonerebbe il segmento delle citycar per concentrarsi su quello delle piccole, col possibile ritorno della Punto. Ecco perchè

L'anticipazione è pesante e arriva da Automotive News Europe, sulla base di alcune dichiarazioni di Mike Manley (CEO di FCA): il Gruppo FCA sarebbe intenzionato ad abbandonare il segmento delle citycar (o segmento A) in Europa. Un addio che farebbe certamente clamore per un brand che ha legato in maniera indissolubile la propria storia a quella delle auto piccole (500 in testa) ed è attualmente leader di vendite nel Vecchio Continente.

Perché quindi lasciare il proprio mercato di riferimento? La risposta è molto più semplice di quanto si possa immaginare: c'è un problema di redditività.

La normativa europea che pesa come un macigno

Il terzo trimestre del 2019 ha visto FCA chiudere in rosso con i problemi riguardano in particolare le vendite nel Vecchio Continente. L’obiettivo naturalmente è quello di invertire la tendenza e riuscire ad aumentare la marginalità, vale a dire i ricavi netti per ogni modello venduto. Una missione praticamente impossibile nel segmento A, quello da sempre meno remunerativo di tutti.

Fiat Panda Trussardi

Il futuro è complicato dalla normativa europea sulle emissioni di CO2: dal 1° gennaio 2021 scatteranno le multe per tutti quei costruttori che non rispetteranno il limite dei 95 g/km e si pagherà per ogni grammo eccedente. Un'auto popolare come la Fiat Panda 1.2 da 69 CV ha emissioni di CO2 pari a 114 g/km, vale a dire 19 in più rispetto ai limiti imposti dalla UE. Il che significherebbe per Fiat (come per altri costruttori) pagare 1.710 euro per ogni Panda venduta (il calcolo è semplice: 90 euro x 19 grammi).

Difficile rendere sostenibile una sanzione del genere: o si aumenta il prezzo dell'auto o si decide di perdere soldi (tanti soldi) per ogni auto venduta. L'elettrificazione in corsa non sarebbe una soluzione, ma solo un palliativo nella misura in cui aumenterebbe comunque il prezzo della macchina rendendola difficilmente "interessante" per il mercato (chi compra una citycar vuole il risparmiare innanzitutto).

La Fiat 500 sarà un'altra macchina

Se in questo scenario per la Fiat Panda, il destino potrebbe essere segnato (come quello della Lancia Ypsilon, basata sullo stesso pianale), quello della 500 avrebbe un'altra evoluzione, in buona parte già nota.

Sappiamo infatti che la piccola italiana è destinata a rinascere come modello 100% elettrico, cosa che permetterebbe di evitare ogni tipo di multa per emissioni. Contestualmente l'auto sarà tutta un'altra macchina, più grande, probabilmente a 5 porte, saltando dal segmento A al B. Un'evoluzione darwiniana inevitabile che vi avevamo anticipato su Motor1 attraverso un rendering pubblicato prima dell'estate.

Fiat 500 elettrica

Il ritorno della Punto?

Nel futuro prossimo vedrete che ci focalizzeremo nuovamente in segmenti caratterizzati da maggior volumi e margini, e questo comporterà un uscita dal mercato delle citycar

Queste parole Mike Manley la ha pronunciate durante la call con gli analisti lo scorso 31 ottobre. Il segmento B che pareva ormai completamente abbandonato con l’addio alla Fiat Punto grazie alla fusione con PSA si preparerebbe a diventare di nuovo cruciale per Fiat.

Proprio la nuova Punto potrebbe essere alla base di questa rinascita, o per lo meno una sua erede, magari appartenente alla famiglia della Fiat 500, assieme a 500L e 500X. La 3 porte del Lingotto potrebbe aumentare lunghezza e passo, guadagnare 2 porte e trasformarsi così in una piccola. Un’operazione facilitata proprio da PSA e dalla sua piattaforma CMP, quella di DS 3 Crossback, Opel Corsa e Peugeot 208.

Peugeot e-208, elettrica non solo per la città

Un pianale moderno e già pronto per la piena elettrificazione, l'ideale per ripartire. Se davvero la nuova piccola firmata Fiat dovesse far parte della famiglia 500 sarebbe anche "facile" posizionarla, dandole un'immagine più modaiola e "cool", così da distinguerla dalle sorelle del Gruppo PSA.

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