Dopo più di un anno da quando è arrivato il coronavirus il mondo dell'auto ha riaperto le porte al pubblico col Salone di Shanghai. Un evento che segna un piccolo ma significativo ritorno alla normalità, almeno in Cina, e che con la sua infornata di novità ha sottolineato ancora una volta l'importanza del mercato cinese per il mondo dell'auto.

Basta guardare la lista di novità presentate: auto elettriche di ogni forma e dimensione, SUV di taglia XL e classiche berline ma con passo allungato. Modelli che se da noi in Europa sono sì apprezzati ma non rappresentano la fetta più grande del mercato, in Cina hanno una diffusione enorme.

Cina che, è sempre bene ricordarlo, rappresenta il più grande e importante mercato automobilistico del mondo, occupando il primo gradino del podio anche in termini di diffusione dell'auto elettrica.

La Cina tiene

Tutti quindi guardano alla Cina e non da oggi. Non solo perché la Repubblica Popolare si è ripresa per prima dalla crisi economica portata dalla pandemia, ma perché rappresenta l'inevitabile riferimento per tutti i costruttori di auto.

Riuscire a conquistare un posto al sole nel mercato cinese significa poter dare uno sbocco importante alle vendite, stringendo partnership con costruttori locali. Non piccole realtà ma veri e propri colossi da milioni di unità vendute ogni anno, con fabbriche impegnate a sfornare auto senza sosta.

Partnership strategiche che vedono nascere nuove joint venture per fabbricare in loco sia modelli globali sia destinati al mercato interno. Ecco quindi che la prossima smart elettrica (e il SUV che ne deriverà) nascerà in Cina, così come Mini a emissioni zero e BMW iX3. Auto tedesche, perché i tedeschi per primi si sono mossi per creare alleanze con JAC, Baic, Brilliance e altri colossi cinesi dell'auto.

smart Forstars, il concept 2012
La smart Forstars, concept di SUV del 2012
BMW iX3 (2020)
BMW iX3

Strategie a lungo termine che hanno già portato vantaggi: secondo uno studio di Ernst & Young infatti i colossi tedeschi dell'auto nel 2020 hanno subito sì cali, ma ben più contenuti rispetto ad altri Gruppi europei.

Il merito è della Cina e del suo mercato, che ha permesso a BMW, Daimler e Volkswagen di perdere appena il 4% di vendite, mentre in Europa e Stati Uniti il crollo è stato rispettivamente del 14 e del 25%.

Dal mondo alla Cina

Ed ecco ritornare al discorso iniziale: per vendere in Cina bisogna produrre modelli che piacciano ai cinesi. Per capire cosa piaccia nella Repubblica Popolare basta guardare alla lista di novità presentate a Shanghai.

Si parte con modelli come Audi A7 e Mercedes Classe C: la prima da berlina/coupé si è trasformata in classica 3 volumi, per aumentare lo spazio interno, la seconda invece ha allungato il passo per arrivare (pare) a 2,9 metri. Quanto una Classe E.

Audi A6 e-tron concept
Audi A6 e-tron concept

E a proposito di berline, la BMW Serie 7 si è vestita con una particolare livrea bicolore, mentre l'elettrica i4 per la Cina sfoggia anche l'allestimento M Sport. Infine l'Audi A6 e-tron, versione emissioni zero della berlina media di Ingolstadt, ancora sotto forma di concept.

Non solo tedesche però: anche Genesis, il brand di lusso di Hyundai, ha portato una novità: si tratta della G80, prima elettrica firmata Genesis con batterie a 800 Volt e autonomia di 500 km. Arriva, almeno come brand, dall'altra parte del Pacifico la Lincoln Zephyr, berlina di lusso - e plug-in - destinata unicamente agli automobilisti cinesi.

Lincoln Zephyr
Lincoln Zephyr

Le berline continuano a giocare un ruolo importante nel mercato cinese, anche se sono i SUV i padroni incontrastati del mercato e della kermesse. Non modelli di segmento B, che tanto piacciono da noi in Europa, ma con taglie XL e oltre. E non legati unicamente a motorizzazioni endotermiche: elettrificazione ed elettrico sono i lasciapassare necessari per poter avere la speranza di "acchiappare" gli automobilisti cinesi.

C'è ad esempio la Ford Evos, l'erede ad assetto rialzato della Mondeo e mossa da un misterioso powertrain plug-in. Un modello destinato al solo mercato cinese e sviluppato dalla joint venture tra l'Ovale Blu e Changan Motors. Dalla prima "world car" ad un auto destinata a un solo Paese, alla faccia della globalizzazione.

Ford Evos
Ford Evos

Rimarrà (forse) in Cina anche la Volkswagen ID.6, SUV di 4,8 metri e in grado di ospitare fino a 7 passeggeri e trasportarli per più di 400 km senza doversi fermare a ricaricare le batterie da - almeno all'inizio - 77 kWh.

E a proposito di SUV elettrici a 7 posti, anche la Mercedes EQB ha scelto Shanghai per debuttare dal vivo, col suo stile in linea con quello della GLB, l'autonomia superiore a 400 km e la possibilità di averla a 2 o 4 ruote motrici.

Volkswagen ID.6
Mercedes EQB

La Cina farà invece da trampolino di lancio per le novità Honda: la prima ad arrivare sarà la Breeze, SUV ibrido plug-in, seguita nel 2022 dalla versione di serie della SUV E:Prototype, 100% elettrica con aspetto molto simile a quello della nuova HR-V.

Della partita fa parte anche Toyota che ha scelto Shanghai come palcoscenico per presentare la sua prima auto 100% elettrica: si chiama Toyota bZ4X, è un SUV con panelli solari sul tetto e un volante in stile cloche, proprio come quello della nuova Tesla Model S. Sarà venduta in tutto il mondo, ma avrà la Cina come punto di riferimento.

Infine la notizia riguardante Lamborghini. La Casa di Sant'Agata - presente a Shanghai - non ha portato modelli inediti ma una novità fondamentale c'è comunque stata: nel 2021 la Cina diventerà il secondo mercato per numero di auto vendute, superando la Germania. 

La Repubblica Popolare si conferma così fondamentale per tutti: per brand generalisti, premium o sportivi, che con lei dovranno fare i conti per mantenere stabili le vendite. In attesa di doversi scontare con modelli provenienti dal colosso asiatico, interessanti a presidiare ogni segmento, hypercar comprese. Ma questa è un'altra storia. 

Fotogallery: Le novità occidentali al Salone di Shanghai