L'Anfia elegge il nuovo presidente e parla di Cina ed elettrico
Nel corso dell'assembla pubblica annuale di Anfia, l'industria italiana si è riunita per parlare del futuro del settore automotive
L'Anfia, l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica, si è riunita oggi a Roma con i suoi partner per l'Assemblea annuale pubblica, un momento di confronto ormai storico dedicato ad analizzare da vicino le tendenze attuali e future del settore della componentistica automotive italiana.
Come di consueto, a distanza di quattro anni e proprio in questa occasione, l'Associazione ha annunciato un importante cambio al vertice: l'ex Presidente Paolo Scudieri, infatti, ha lasciato la carica più alta al neoeletto Presidente Roberto Vavassori (Brembo), che ha colto l'occasione per parlare per la prima volta alle aziende, spiegando come bisognerà agire nei prossimi anni per anticipare l'avanzata cinese e mantenere i rapporti attuali con i propri clienti (le case auto). Ecco tutti i dettagli.
Rinnovo al vertice
Nel corso dell'assemblea annuale pubblica 2023 l'Anfia ha annunciato il proprio cambio al vertice. Come anticipato, a prendere la carica di Presidente - con quasi l'unanimità totale dei voti in base a quanto è stato dichiarato - è stato Roberto Vavassori, manager con una lunghissima esperienza nel settore della componentistica, in particolare dei freni. Ricopre infatti il ruolo di chief public affairs officer all'interno di Brembo, dove è anche membro del board.
Il passaggio di consegne tra Scudieri e Vavassori
Nel suo primo intervento come presidente di Anfia, il manager ha esposto quello che il settore si deve preparare a vivere nei prossimi anni: con una sempre più costante ascesa dei brand cinesi, ormai alle porte dell'Europa, e una decisione verso il 100% elettrico ormai certa da parte di Bruxelles, il prossimo periodo sarà piuttosto complesso dal punto di vista industriale.
Secondo il manager, negli anni a venire non bisognerà abbassare la guardia, bensì lavorare sodo per cambiare radicalmente l'attuale approccio costruttivo, anticipando le future richieste dei clienti e riportando la "razionalità" all'interno della mobilità.
Nel corso del suo intervento Roberto Vavassori ha infine ricordato, in breve, i numeri del settore. Secondo il manager, l'Automotive ricopre oggi un ruolo chiave all'interno dell'economia europea, contribuendo a generare circa l'8% del PIL complessivo e occupando l'11% dei lavoratori.
Il primo intervento di Vavassori come Presidente di Anfia
Anche l'energia deve essere pulita
Scendendo più nel concreto, secondo il neoeletto presidente dell'Anfia, nei prossimi anni il primo passo da compiere sarà quello di attuare una maggiore distinzione tra i vari tipi di decarbonizzazione. Questo perché troppo spesso, ancora oggi, si fa quasi esclusivamente riferimento ai gas di scarico come agenti inquinanti, tenendo poco in considerazione, invece, i processi produttivi dei fornitori: qualcosa che potrebbe valorizzare l'industria italiana rispetto a quella dei competitor cinesi.
Le emissioni di CO2 del parco circolante europeo in relazione al totale delle emissioni
Nel corso della conferenza, poi, il tema che è tornato più volte sul palco, trattato da quasi tutti gli ospiti, è stato anche quello strettamente energetico. Come abbiamo anticipato più volte su InsideEVs.it, infatti, una corretta decarbonizzazione dei processi produttivi dovrebbe partire innanzitutto dall'energia elettrica, che dovrebbe provenire da fonti 100% rinnovabili.
Chiaramente al momento l'intera Europa si trova ancora ben lontana da una situazione di questo tipo, anche se nell'ultimo periodo si è fatto e si sta facendo molto. Parlando più nel dettaglio di aziende, il presidente ha specificato che nei prossimi anni diventerà sempre più importante ai fini dell'ESG (Environmental, Social e Governance) delle società la fonte di acquisto dell'energia.
L'Assemblea annuale pubblica di Anfia
Riguardo proprio l'energia elettrica, poi, nel corso della conferenza si è parlato anche di infrastruttura di ricarica, non tanto in termini quantitativi ma quanto in termini qualitativi. Durante la tavola rotonda tra lo stesso Vavassori, il presidente della PFA francese, Luc Chatel, e il presidente della PZPM polacca, Jacub Farys (in collegamento video) si è affrontato il tema dell'invecchiamento precoce delle colonnine, ingegnerizzate con una tecnologia che evolve ogni giorno, rendendole obsolete precocemente.
Secondo Vavassori, questo dovrebbe essere un altro punto su cui il comparto automotive italiano dovrebbe lavorare duramente nei prossimi anni, con l'obiettivo di rendere i propri prodotti competitivi rispetto a quelli provenienti dall'estero.
Audi e-tron ricarica con Plug & Charge alle colonnine Ionity
La legge è dalla parte degli imprenditori
Un altro tema emerso nel corso dell'assemblea pubblica annuale di Anfia è stato poi quello dell’attività legislativa europea, che non sta producendo norme competitive per favorire la crescita del settore automotive del continente.
A intervenire su questo tema a Roma è stato direttamente il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. In un breve video messaggio registrato, ha ribadito il concetto - già espresso alcuni giorni fa - che la produzione dell'auto italiana (ma solo) e dei relativi componenti deve tornare in Italia "perché oggi ci troviamo al settimo posto nella graduatoria europea, superati anche dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia e dal Regno Unito."
Il prossimo obiettivo del Ministro, in base a quanto affermato nel corso dell'intervento, sarà quello di stabilire un accordo con il Gruppo Stellantis, sia per quanto riguarda la tutela dei dipendenti, sia per quanto riguarda il mantenimento in Italia dei centri di ricerca, di ingegneria e di produzione.
Il Ministro ha concluso il suo intervento affermando che nei prossimi mesi incontrerà personalmente i rappresentanti delle Regioni in cui la multinazionale possiede degli impianti produttivi, con il fine ultimo di realizzare un grande accordo sulla transizione prima della pausa estiva.
Il ministro Urso in visita alcuni mesi fa allo stabilimento per chip ST Microelectronics a Catania
La fine della crisi dei chip, ma c'è un ma
Infine, durante l'assemblea annuale di Anfia è intervenuto anche Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, che, come di consueto in questo genere di eventi, ha esposto senza dare giudizi la situazione attuale globale del settore.
Il consulente ha iniziato il suo intervento parlando della crisi dei chip e di come, leggendo i numeri, sembra essere ormai quasi del tutto terminata. Secondo Di Loreto, all'atto pratico questo significa che la capacità produttiva delle aziende di centraline sarà presto riportata alla normalità, riassegnando le quote pre-covid al settore dell'auto.
L'attuale andamento dei prezzi delle materie prime per l'Automotive
In poche parole questo causerà nei prossimi anni un abbassamento dei prezzi dei veicoli, grazie a un aumento della capacità produttiva delle case, che a sua volta porterà una cospicua iniezione di nuovi modelli sul mercato.
Si tratterà di qualcosa di certamente positivo per il consumatore finale, ma non del tutto per le aziende di componentistica italiane, che dovranno dimostrare a loro volta di essersi adeguate in questi anni ai nuovi standard ambientali e "sociali" richiesti dai propri clienti.
Il video dell'Assemblea Pubblica Anfia 2023
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