Quando il SUV smette di fingere e torna a fare il SUV
Auto come la nuova Jeep Compass scelgono ancora forme utili e riconoscibili, invece di inseguire i SUV sempre più sportivi e compressi
Negli ultimi anni i SUV hanno inseguito un paradosso: nati come alti e spaziosi sono finiti per voler sembrare bassi e quasi sportivi, con tetti discendenti, code da coupé e volumi compressi. Una carrozzeria pensata per offrire presenza e solidità ha così iniziato spesso a negare la propria natura.
Per questo la nuova Jeep Compass è interessante; appartiene a quella famiglia di SUV che non cercano di travestirsi e continuano a dichiarare con chiarezza la propria funzione attraverso proporzioni leggibili, superfici più piene e una postura che non rinuncia all’altezza.
È da qui che si può partire per capire se il SUV stia tornando a sembrare, semplicemente, un SUV.
Più utility che sport
La nuova Compass funziona proprio perché non vuole sembrare una coupé rialzata; il frontale resta pieno, i volumi hanno una certa verticalità, i passaruota sono marcati e la carrozzeria conserva quel senso di robustezza che appartiene da sempre al marchio.
Jeep, del resto, insiste sulla coerenza della vettura con il proprio DNA, parlando di capacità, versatilità quotidiana e stile immediatamente riconoscibile, cioè esattamente l’opposto di un SUV che cerca di mimetizzarsi in crossover sportivo.
Il punto non è che la Compass rifiuti la strada o il comfort, anzi; è che prova a restare Jeep anche mentre si civilizza, e questa è una differenza enorme. Dove molti modelli sembrano progettati per apparire veloci da fermi, qui l’idea è ancora quella di un SUV che possa sembrare spazioso, pratico e credibile prima ancora che aggressivo o vistosamente dinamico.
Quando il SUV smette di voler essere un SUV
Negli ultimi anni una parte del mercato ha spinto in un’altra direzione; senza dover scomodare le SUV-coupé tedesche di Audi-BMW-Mercedes, basta guardare modelli come Peugeot 3008 o Renault Rafale, che mostrano tetto più rastremato, coda più filante e una silhouette più compressa per avvicinarsi al linguaggio delle fastback e dei crossover-coupé.
Sfidando la concorrenza soprattutto tedesca, Renault ha nella Rafale un esempio di SUV potente e dalle proporzioni complessivamente alte, ma con linee aerodinamiche e, nella parte superiore, modellate come in una coupé
La Peugeot 5008 è stata declinata prima come grande monovolume, poi la casa ha posto l'accento sulla definizione SUV, ma nel complesso le linee sono filanti e quasi da grande crossover
Non è una scelta casuale: quell’impostazione promette più dinamismo visivo, aiuta a rendere l’auto meno ingombrante alla vista e spesso serve anche a farla apparire più efficiente e più desiderabile in mercati sempre più affollati.
La funzione, quando resta visibile
Jeep non è sola nel tenere aperta questa strada: Land Rover Defender, Toyota Land Cruiser e persino una proposta più pragmatica come Dacia Bigster mostrano che esiste ancora un pubblico per SUV che non vogliono vergognarsi della propria utilità, del proprio volume e di una presenza più solida che sportiva. In tutti questi casi il design non prova a cancellare la funzione, ma a renderla desiderabile.
Con la sigla Land Cruiser, da sempre Toyota ha preso come riferimento celebri fuoristrada, prendendo poi una strada personale, ma non rinnegando mai le sue origini; qui la sportività è data dall'immagine di una vera tutto terreni, dotata però anche di spazio interno e utilizzabile anche su strada
La Dacia Bigster rappresenta su ampie dimensioni ciò che è stata la Duster tra i SUV dal buon rapporto qualità-prezzo; le linee rimangono semplici e squadrate, senza cenni alla sportività da coupé
C'è da sottolineare che parlare di Land Rover o Land Cruiser, anche con modelli e versioni differenti, significa muoversi ancora dentro una cultura del fuoristrada, proprio come accade con Jeep, e questo è un lato della sportività diverso rispetto alla linea da coupé, che suggerisce invece un uso stradale.
La Dacia Bigster nasce invece dall’evoluzione di un’impostazione già vista su Duster, cioè quella di un SUV pensato al massimo per il fuoristrada leggero; partendo da un’immagine di marca inizialmente del tutto stradale, amplia però volumi e proporzioni, trasformando quelle linee semplici in qualcosa di più funzionale, robusto e anche visivamente vicino al mondo offroad.
Il SUV ha ancora senso, ma solo se sa perché esiste
Il vero tema, allora, non è se il SUV debba essere sportivo o meno, ma se la sua forma sia davvero l’unica possibile per rappresentare spazio, famiglia e versatilità. Non a caso molte ex monovolume, come Renault Espace, Scenic o Peugeot 5008, non sono sparite: si sono trasformate, adottando frontali più alti, ruote più presenti e proporzioni da SUV.
È qui che il design torna interessante; non quando traveste un oggetto, ma quando ne rende leggibile la funzione. Se esiste ancora un’alternativa al SUV, probabilmente non passerà da forme basse e filanti, ma da una nuova idea di veicolo alto, spazioso e dichiaratamente pratico.
Fotogallery: Jeep Compass 2025
Consigliati per te
Ecco come è fatto il nuovo motore Stellantis della Jeep Compass e-Hybrid
Offerta Renault Austral, quanto conviene?
Nuova Jeep Compass, la gamma si amplia con Business e Summit
La prima volta dell'Alfa Romeo 33 Stradale
Offerta Jeep Compass, quanto conviene?
"Il super ibrido ha cambiato tutto. E non abbiamo ancora finito"
Jeep Compass vs Toyota RAV4, confronto tra SUV top seller