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Quando il SUV smette di fingere e torna a fare il SUV

Auto come la nuova Jeep Compass scelgono ancora forme utili e riconoscibili, invece di inseguire i SUV sempre più sportivi e compressi

Quando il SUV smette di fingere e torna a fare il SUV
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Negli ultimi anni i SUV hanno inseguito un paradosso: nati come alti e spaziosi sono finiti per voler sembrare bassi e quasi sportivi, con tetti discendenti, code da coupé e volumi compressi. Una carrozzeria pensata per offrire presenza e solidità ha così iniziato spesso a negare la propria natura.

Per questo la nuova Jeep Compass è interessante; appartiene a quella famiglia di SUV che non cercano di travestirsi e continuano a dichiarare con chiarezza la propria funzione attraverso proporzioni leggibili, superfici più piene e una postura che non rinuncia all’altezza.

È da qui che si può partire per capire se il SUV stia tornando a sembrare, semplicemente, un SUV.

Più utility che sport

La nuova Compass funziona proprio perché non vuole sembrare una coupé rialzata; il frontale resta pieno, i volumi hanno una certa verticalità, i passaruota sono marcati e la carrozzeria conserva quel senso di robustezza che appartiene da sempre al marchio.

Jeep, del resto, insiste sulla coerenza della vettura con il proprio DNA, parlando di capacità, versatilità quotidiana e stile immediatamente riconoscibile, cioè esattamente l’opposto di un SUV che cerca di mimetizzarsi in crossover sportivo.

 

Il punto non è che la Compass rifiuti la strada o il comfort, anzi; è che prova a restare Jeep anche mentre si civilizza, e questa è una differenza enorme. Dove molti modelli sembrano progettati per apparire veloci da fermi, qui l’idea è ancora quella di un SUV che possa sembrare spazioso, pratico e credibile prima ancora che aggressivo o vistosamente dinamico.

Quando il SUV smette di voler essere un SUV

Negli ultimi anni una parte del mercato ha spinto in un’altra direzione; senza dover scomodare le SUV-coupé tedesche di Audi-BMW-Mercedes, basta guardare modelli come Peugeot 3008 o Renault Rafale, che mostrano tetto più rastremato, coda più filante e una silhouette più compressa per avvicinarsi al linguaggio delle fastback e dei crossover-coupé.

Renault Rafale E-Tech 300 4x4 (2024)

Sfidando la concorrenza soprattutto tedesca, Renault ha nella Rafale un esempio di SUV potente e dalle proporzioni complessivamente alte, ma con linee aerodinamiche e, nella parte superiore, modellate come in una coupé 

Foto di: Motor1.com
Peugeot E-5008 Dual Motor

La Peugeot 5008 è stata declinata prima come grande monovolume, poi la casa ha posto l'accento sulla definizione SUV, ma nel complesso le linee sono filanti e quasi da grande crossover

Foto di: Peugeot

Non è una scelta casuale: quell’impostazione promette più dinamismo visivo, aiuta a rendere l’auto meno ingombrante alla vista e spesso serve anche a farla apparire più efficiente e più desiderabile in mercati sempre più affollati.

La funzione, quando resta visibile

Jeep non è sola nel tenere aperta questa strada: Land Rover Defender, Toyota Land Cruiser e persino una proposta più pragmatica come Dacia Bigster mostrano che esiste ancora un pubblico per SUV che non vogliono vergognarsi della propria utilità, del proprio volume e di una presenza più solida che sportiva. In tutti questi casi il design non prova a cancellare la funzione, ma a renderla desiderabile.

Toyota Land Cruiser Icon (2026)

Con la sigla Land Cruiser, da sempre Toyota ha preso come riferimento celebri fuoristrada, prendendo poi una strada personale, ma non rinnegando mai le sue origini; qui la sportività è data dall'immagine di una vera tutto terreni, dotata però anche di spazio interno e utilizzabile anche su strada

Foto di: Toyota
Dacia Bigster

La Dacia Bigster rappresenta su ampie dimensioni ciò che è stata la Duster tra i SUV dal buon rapporto qualità-prezzo; le linee rimangono semplici e squadrate, senza cenni alla sportività da coupé

Foto di: Dacia

C'è da sottolineare che parlare di Land Rover o Land Cruiser, anche con modelli e versioni differenti, significa muoversi ancora dentro una cultura del fuoristrada, proprio come accade con Jeep, e questo è un lato della sportività diverso rispetto alla linea da coupé, che suggerisce invece un uso stradale.

La Dacia Bigster nasce invece dall’evoluzione di un’impostazione già vista su Duster, cioè quella di un SUV pensato al massimo per il fuoristrada leggero; partendo da un’immagine di marca inizialmente del tutto stradale, amplia però volumi e proporzioni, trasformando quelle linee semplici in qualcosa di più funzionale, robusto e anche visivamente vicino al mondo offroad.

Il SUV ha ancora senso, ma solo se sa perché esiste

Il vero tema, allora, non è se il SUV debba essere sportivo o meno, ma se la sua forma sia davvero l’unica possibile per rappresentare spazio, famiglia e versatilità. Non a caso molte ex monovolume, come Renault Espace, Scenic o Peugeot 5008, non sono sparite: si sono trasformate, adottando frontali più alti, ruote più presenti e proporzioni da SUV.

È qui che il design torna interessante; non quando traveste un oggetto, ma quando ne rende leggibile la funzione. Se esiste ancora un’alternativa al SUV, probabilmente non passerà da forme basse e filanti, ma da una nuova idea di veicolo alto, spazioso e dichiaratamente pratico.

Fotogallery: Jeep Compass 2025