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I trucchi dietro alle evoluzioni impossibili delle auto

Dietro le quinte di Motorvalley, la serie TV Netflix dedicata al mondo delle auto, tra reale e virtuale

Motorvalley serie tv
Foto di: EDI

Tutti parlano dell'Odissea di Nolan e dei suoi effetti speciali veri, creati con oggetti fisici lasciando a pochissime scene il lavoro di specialisti di computer grafica. Un'eccezione che conferma regole ormai ben radicate nel mondo di film e serie TV: dare vita all'ìmpossibile e non solo utlizzando software.

Esattamente ciò che è successo con Motorvalley, serie TV Netflix prodotta da Groenlandia con Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza. Episodi che si dipanano tra inseguimenti, incidenti e gare i cui effetti speciali sono stati creati da EDI Effetti Digitali Italiani, studio italiano che ha lavorato per produzioni come Daredevil- Born Again, Thor: Love and Thunder e altre produzioni.

Virtuale e reale

Ma come si creano gli effetti speciali quando di mezzo ci sono auto? Le strade sono molteplici: dal compositing al full 3D, passando per virtual studio e green screen assieme alla scansione tridimensionale delle vetture protagoniste, ricreate in scala reale per consentire interventi in post-produzione come la modifica dell'ordine delle auto, la sostituzione delle livree o l'eliminazione di elementi indesiderati.

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Gli effetti speciali di Motorvalley

PIccoli e grandi interventi praticamente invisibili che comprendono non solo scene di azione ma anche, per esempio, la ricostruzione digitale del pubblico sugli spalti e gli effetti legati ai fumi dei motori.

Come i videogame

Tra le sequenze più impegnative di Motorvalley spicca la cosiddetta "gara del coniglio", ambientata sul tetto di un centro commerciale nella periferia est di Roma. Qui da un set fisico si è arrivati alla creazione di una voragine ricreata in computer grafica. O ancora la scena dell'incidente dei personaggi Arturo e Michele, preparata attraverso una pre-visualizzazione sviluppata con Unreal Engine, così da coordinare riprese dal vivo, virtual studio ed elementi completamente digitali.

E poi inquadrature impossibili da realizzare fisicamente, come il percorso dell'aria dal pedale dell'acceleratore fino all'uscita dello scarico. Un mondo di computer per dare vita a effetti inseriti nel mondo reale.