Stellantis ha dato un concept a tutti i marchi ma non a Lancia
I brand parlano del proprio futuro, Lancia resta in silenzio. La strategia è da rifare?
Per il Salone di Parigi 2026, Stellantis ha fatto le cose in grande: nove concept, otto marchi, più di 60 vetture esposte. Il Gruppo, deciso a recuperare visibilità rispetto ai nuovi marchi cinesi, vuole tornare a farsi vedere in una delle vetrine più importanti del Vecchio Continente.
Non tutte queste concept finiranno in produzione, è chiaro, altre sono più che altro dei manifesti d'intenti, però ognuna prova a dire che strada vuole prendere il proprio marchio. Solo che, sotto agli accecanti riflettori dei padiglioni di Porte de Versailles, ipnotizzati dai colori e dalle forme dei prototipi, lì per lì non abbiamo notato un'assenza: in mezzo a tanta abbondanza che parla la lingua del futuro, Lancia rimane muta.
A ciascun brand una sua identità
Le proposte seguono direzioni diverse, coerenti con l'identità di ciascun marchio. Opel lavora sul ritorno delle station wagon e sull'aerodinamica, Citroën recupera nome e spirito della 2 CV per immaginare quella essenziale citycar elettrica, economica e europea che oggi definiamo E-Car.
Citroën 2CV Concept
Opel STX Concept
Fiat gioca con il monovolume familiare ma lo sdoppia: la Multiplay ha una carrozzeria trasformabile, la Multiplina è una citycar elettrica a quattro posti. Anche Peugeot ha due progetti inediti, la E-T16, sportiva esagerata, e la RCZ, che sotto la sinuosa carrozzeria promette dia vere il vero pezzo forte: le batterie allo stato solido. Alfa Romeo fa sognare tutti tra design e prestazioni del suo V6 ibrido.
Non tutto sarà prodotto, ma comunque c'era
Al netto del fatto che, come già detto, non tutto questo è nato per arrivare in concessionaria, ciò che conta è che, a Parigi, Stellantis ha scelto di mostrare una serie di futuri possibili. Anche DS che, come Lancia fa parte degli Special Brands del Gruppo, cioè controllata da un marchio più grande (che nel suo caso è Citroën), ha avuto la sua concept. Del resto, era il Salone di casa, con il presidente Emmanuel Macron in visita, e una buona occasione per far vedere cosa sa fare l'industria francese.
Lancia Gamma 2026
Per Lancia le cose sono andate diversamente. È stato l'unico marchio europeo a non avere il suo concept, il suo momento di gloria sulla passerella del "The Night Before", l'evento che ha svelato i prototipi ancora prima dell'apertura del Salone. Anche Maserati era assente, è vero, ma il Tridente gioca una partita a parte: serve aspettare dicembre, avrà un evento tutto per sé.
Parigi val bene una Gamma?
Torniamo a Lancia che, a Parigi, ha portato la nuovissima Gamma. Un'ottima notizia, certo. Un SUV che riporta il marchio nel segmento C, che offre un secondo modello oltre alla Ypsilon, che è sia ibrida che elettrica e che è fatta in Italia. Ottimo, solo che la Gamma rappresenta il presente di Lancia, non il futuro inteso come piano a lungo termine, pur costituendone la spinta vitale: senza modelli da commercializzare e vendere in volumi sufficienti è difficile immaginare il futuro.
Niente concept, niente piano
Il concept mancante è solo un sintomo: per Lancia la questione va ben oltre. Nel piano industriale FaSTLAne 2030 il futuro del marchio non è raccontato con chiarezza. E della nuova Delta, dopo gli annunci degli anni scorsi, non parla più nessuno. Era prevista per il 2026, poi è slittata al 2028, e a oggi manca una tempistica ufficiale aggiornata.
Lancia Gamma 2026 primo test
Dire che sia stata ufficialmente cancellata sarebbe scorretto. D'altra parte, considerarla ancora confermata sarebbe probabilmente ottimistico. Il suo destino è tornato incerto e quando un modello simbolo del rilancio scompare dalla comunicazione ufficiale, è naturale chiedersi cosa sia cambiato: i tempi, le priorità o il progetto stesso?
Le parole di Arnaud Belloni, il nuovo CEO di Lancia e Fiat, lasciano intendere che la valutazione sia in corso. A Parigi ha parlato della possibilità di considerare una piccola auto ispirata alle storiche Autobianchi A112 e Lancia Y10, capaci di aumentare i volumi di vendita, e di modelli sportivi o speciali in piccola serie per gli appassionati. L’idea ha il suo fascino e risponde a un paradosso evidente: Lancia ha tanti estimatori ma pochi clienti. E comunque resta un'idea, appunto: prima, ha spiegato Belloni, bisogna consolidare la Ypsilon e la Gamma.
Il futuro di Lancia è nelle mani del mercato
Il futuro di Lancia dipenderà da quante auto riuscirà a vendere. La Ypsilon, ora arrivata con il cambio manuale, deve trovare una sua stabilità commerciale, mentre la Gamma è chiamata a fare qualcosa in più: conquistare clienti anche fuori dall'Italia, dove il marchio resta legato soprattutto alla sua compatta. Sono questi i risultati che diranno a Stellantis se ha senso continuare a investire e con quali ambizioni.
La storia di Lancia, da sola, non basta. In un Gruppo che deve scegliere dove destinare le proprie risorse, contano soprattutto le prospettive di vendita e la capacità di crescere su più mercati. Se la Ypsilon resterà l'unico vero punto di riferimento commerciale e la Gamma non riuscirà ad allargare il pubblico, immaginare una gamma più articolata sarà complicato.

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