La Corte di Cassazione ha dato ragione ad Autostrade per L'Italia. Il sistema era spento dal 10 aprile 2018

Automobilisti dal piede pesante state attenti, perché i tutor sulle autostrade italiane sono in fase di riattivazione. La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito che Autostrade per l'Italia non ha violato alcun brevetto e quindi il sistema per il rilevamento della velocità media che era stato spento lo scorso 10 aprile 2018, a seguito della sentenza della Corte di Appello di Roma, può essere riacceso.

ASPI ha già iniziato la procedura di re-installazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale, che da sempre lo gestisce al 100%. L'obiettivo è quello di poter attivare i "vecchi" Tutor su circa 1000 km di tratte entro i primi di settembre e di tornare ai 2.500 km originari (qui la mappa) entro la fine dell'anno. A oggi, infatti, erano rimasti attivi solo i nuovi impianti SICVe PM, gestiti direttamente dalla Polstrada.

Le tratte riattivate entro settembre

Ovviamente, per primi verranno riattivati quelli sulle tratte a maggior rischio. In dettaglio:

  • Sulla A1 Roma-Napoli: i Tutor verranno riattivati tra Reggio Emilia e Bologna e in altre quattro tratte tra Roma e Napoli;
  • Sulla A13 tra Bologna e Rovigo torneranno a funzionare tre postazioni;
  • Sulla A14 Adriatica saranno nuovamente accesi tre Tutor tra Bologna e Castel San Pietro, a cui se ne aggiungono altri quattro tra Foggia e Bari;
  • Sulla A4 tra Milano e Bergamo saranno riattivate in tempi brevi quattro tratte;
  • Sulla A7 tra Genova e Serravalle, invece, ritorneranno operativi due Tutuor. Ancora in Liguria saranno di nuovo funzionanti quattro Tutor sulla A26, nel tratto tra Genova e Alessandria.
  • Chiudono il quadro delle prime riattivazioni, con un solo varco, la A8 Milano-Varese e la A30 che unisce Caserta a Salerno.

La storia giudiziaria

La Corte di Cassazione ha ritenuto del tutto infondati i motivi per i quali la Corte di Appello di Roma in data 10 aprile 2018 aveva giudicato che il sistema di controllo della velocità media, cosiddetto Tutor, violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft di Greve in Chianti - violava un brevetto da essa stessa depositato - e dovesse essere rimosso.

La sentenza della Cassazione ha sancito la correttezza del comportamento di Autostrade per l’Italia, stabilendo la non brevettabilità di sistemi matematici noti, nella fattispecie l'algoritmo che è alla base del software che garantisce il funzionamento del Tutor. E' una sentenza che mette fine a 13 anni di battaglie legali e che riporta il controllo sulle autostrade italiane a un livello più alto.

L'utilità del Tutor

Negli ultimi mesi, infatti, era attivo solo il sistema SICVe-PM, implementato durante la scorsa estate e ampliato nello scorso mese di luglio, con una copertura complessiva di 46 tratte e 420 km. Il Tutor, invece, era installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità e copriva circa 2500 km di autostrade.

Il suo utilizzo aveva permesso di ridurre l'incidentalità mortale queste tratte del 50%. Una copertura che dal 2004 a oggi ha consentito - secondo i dati elaborati dal Ministero dei Trasporti - di ridurre del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie a una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media.