Punta sull'auto elettrica e centra le attività in Francia. 14.600 lavoratori in meno e futuro incerto per Alpine

Razionalizzazione e taglio dei costi, sono queste le parole d'ordine del nuovo piano industriale presentato da Renault che prevede in tre anni una riduzione dei costi fissi per oltre 2 miliardi di euro. L'annuncio che segue quanto già anticipato in seno all'Alleanza Renault Nissan parla di un Piano di trasformazione, esattamente come quello già presentato da Nissan e infatti ne ricalca in buona parte obiettivi e azioni.

Il tutto con le ferite ancora aperte del caso Ghosn e del suo piano quinquennale "Drive the Future" (non raggiunto) e in attesa che da luglio 2020 a capo di Renault sieda il nuovo ad Luca de Meo.

Semplificazione e focus sulla Francia

Gli altri aspetti chiave presenti nel Piano preliminare di trasformazione Renault riguardano la semplificazione dei processi produttivi, una più rapida riconversione verso l'auto elettrica, una "maggiore efficacia delle attività operative e una gestione rigorosa delle risorse".

Fotogallery: Nuova Renault Zoe 2019

Tutto questo passa anche per una riorganizzazione a livello globale che centra le attività Renault in Francia, nello specifico negli stabilimenti di Flins e Guyancourt che diventano il fulcro della ripresa del gruppo intorno ad "avveniristici centri di attività strategiche: veicoli elettrici, veicoli commerciali, economia circolare e innovazione a forte valore aggiunto."

Taglio di 14.600 posti di lavoro

Ciò non toglie che la trasformazione di Renault abbia un costo in termini di posti di lavoro. Il costruttore prevede infatti, nei tre anni, oltre 14.600 lavoratori in meno in tutto il mondo, di cui 4.600 solo in Francia.

Dacia Spring

Renault fa sapere poi che queste azioni saranno avviate "di concerto con le parti sociali e gli enti locali, in un clima di dialogo permanente." Jean-Dominique Senard, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Renault aggiunge:

"Gli sviluppi pianificati sono fondamentali per garantire la perennità dell'azienda e la sua crescita a lungo termine."

Renault: Jean-Dominique Senard e Clotilde Delbos

Meno complessità nelle auto

Clotilde Delbos, Direttore Generale ad interim di Renault presenta così il piano triennale:


"Beneficiando dei nostri numerosi punti di forza, come il veicolo elettrico, capitalizzando sulle risorse e sulle tecnologie del Gruppo Renault e dell'Alleanza, riducendo la complessità connessa allo sviluppo e alla produzione dei nostri veicoli, intendiamo realizzare economie di scala allo scopo di ripristinare la nostra redditività globale e garantire il nostro sviluppo in Francia e sui mercati internazionali."

Quattro pilastri e Alpine in forse

Scendendo un po' più nel dettaglio vediamo che il piano triennale di trasformazione Renault poggia su quattro elementi principali, quelli che riguardano l'efficacia e l'efficienza delle attività d'azienda, l'ottimizzazione dell'apparato industriale e la rifocalizzazione sul core business. Messi assieme questi portano il totale dei tagli a quota 2,15 miliardi di euro.

Test Alpine A110 S.

Per le fabbriche questo si traduce in un futuro incerto per il marchio Alpine, visto che già si valuta come riconvertire lo stabilimento di Dieppe una volta terminata la produzione dell'A110. Durante la conferenza stampa di presentazione del piano lo stesso Senard ha detto:

"Alpine è un marchio storico e importante per noi. Stiamo valutando attentamente il suo futuro e ne dovremo parlare con il nuovo CEO Luca De Meo. Resta il fatto che la fabbrica di Dieppe, portata avanti da persone competenti e appassionate, deve trovare un nuovo valore aggiunto e più produttività."

In attesa di De Meo per definire le strategie

Proprio Luca de Meo, il prossimo amministratore delegato del gruppo Renault, è stato citato più volte da Senard e dalla Delbos in conferenza stampa, ricordando che questo piano preliminare dovrà essere validato da De Meo che

"tutti aspettano con impazienza per discutere della strategia futura di Renault."

Luca DE MEO

Ricordiamo che il piano include anche in un ridimensionamento dei piani di espansione degli impianti in Marocco e Romania e un aggiustamento della produzione in Russia. Sotto trovate tutti i dettagli del Piano di trasformazione Renault.

  • Miglioramento dell'efficacia e riduzione dei costi di ingegneria, potendo contare sugli asset potenziati dell'Alleanza per circa 800 milioni di euro
    • Razionalizzazione della progettazione e dello sviluppo dei veicoli: riduzione della diversità dei componenti, aumento della standardizzazione, programmi Leader – Follower nell'ambito dell'Alleanza.
    • Ottimizzazione delle risorse: concentrazione dello sviluppo delle tecnologie strategiche a forte valore aggiunto nei centri di ingegneria dell'Ile-de-France; ottimizzazione dell'utilizzo dei centri di R&S all'estero e del subappalto; ottimizzazione dei mezzi di validazione attraverso il maggiore ricorso al digitale.
  • Ottimizzazione dell'apparato industriale per circa 650 milioni di euro
    • Accelerazione della trasformazione degli stabilimenti mediante la generalizzazione degli strumenti dell'industria 4.0.
    • Miglioramento dei processi nei nuovi progetti di ingegneria: accelerare la digitalizzazione e il "design to process".
    • Ridimensionamento delle capacità industriali:
      • Capacità mondiali di produzione riviste da 4 milioni di veicoli nel 2019 a 3,3 milioni entro il 2024 (referenza Harbour).
      • Adeguamento degli addetti alla produzione.
      • Sospensione dei progetti di aumento della capacità previsti in Marocco e Romania, studio per l'adattamento delle capacità produttive del Gruppo in Russia, studio per la razionalizzazione della fabbricazione delle trasmissioni nel mondo.
    • In Francia, quattro ipotesi di lavoro per ottimizzare l'apparato industriale saranno oggetto di una concertazione approfondita con tutti gli stakeholder e, in particolare, le parti sociali e gli enti locali:
      • Renault avvia una concertazione per studiare, a partire dagli stabilimenti di Douai e Maubeuge, la possibilità di creare un centro di eccellenza ottimizzato per i veicoli elettrici e commerciali leggeri nel nord della Francia.
      • Riflessione aperta sulla riconversione dello stabilimento di Dieppe, alla fine della produzione dell'Alpine A110.
      • A Flins, creazione di un ecosistema di economia circolare nello stabilimento, che comprenda il trasferimento delle attività di Choisy-le-Roi.
      • Per quanto riguarda la Fonderie de Bretagne, Renault avvia una revisione strategica.
  • Maggiore efficienza delle funzioni di supporto per circa 700 milioni di euro
    • Ottimizzazione dei costi generali e di marketing: digitalizzazione al servizio dell'ottimizzazione dei costi di marketing, razionalizzazione dell'organizzazione e riduzione dei costi correlati alle funzioni di supporto.
  • Rifocalizzazione delle attività per una migliore allocazione delle risorse
    La rifocalizzazione sul core business del Gruppo mediante un cambiamento di perimetro riguarderebbe in particolare:
    • Una parte della rete di distribuzione integrata RRG in Europa;
    • La cessione delle quote di partecipazione del Gruppo Renault in Dongfeng Renault Automotive Company Ltd (DRAC) in Cina a Dongfeng Motor Corporation e la cessazione delle attività delle autovetture termiche di Marca Renault sul mercato cinese.