Il concetto di monovolume è stato introdotto ufficialmente negli Anni '80 con due modelli-simbolo come Chrysler Voyager e Renault Espace, anche se oltre 10 anni prima, il prototipo Kar-a-sutra (disegnato per Citroën da un architetto italiano) aveva esplorato l'idea dandone una rappresentazione fantasiosa, ma già centrando le caratteristiche del futuro segmento.

Con "monovolume" si intende infatti un'auto disegnata per offrire il massimo spazio, non soltanto nella forma, che è appunto tracciata con un'unica linea, ma anche nelle soluzioni dell'abitacolo, come il pavimento piatto e una maggiore altezza, anche interna, rispetto alle station wagon.

Ascesa e declino parziale

Le monovolume, dette anche "minivan" o MPV (Multi Purpose Vehicle) hanno conosciuto un momento di grande successo tra gli Anni '90 e il decennio scorso, quando l'esempio ha iniziato ad essere seguito sia in Europa sia in Nordamerica, facendo a volte preferire questa soluzione a quelle più convenzionale della station wagon, come nel caso di Citroën, che con la Xsara Picasso e le successive C4 Picasso ha rimpiazzato anche le Break dei modelli compatti.

Renault è stata pioniera anche in questo segmento con Scenic, di cui ha fatto un'ampliamento della famiglia Megane sin dalla prima generazione e che continua a proporre tuttora,  cambiandone leggermente la fisionomia che oggi ammicca alle crossover nei listini di Megane Sporter e Kadjar.

Fotogallery: Renault Scenic

Nei primi anni 2000 hanno spopolato anche nel segmento inferiore come alternativa, anche più gradevole esteticamente, alle poco convincenti piccole station wagon come nel caso della Opel Meriva, che ha preso virtualmente il posto della Corsa Wagon. Modelli come Fiat Idea e Lancia Musa, Nissan Note e ancora Renault con Modus, Hyundai Matrix )poi rimpiazzata da ix20) e la cugina Kia Venga, oltre a Mitsubishi Space Star e via dicendo, prima di essere loro stesse sostituite dai SUV.

Fotogallery: Piccole monovolume da comprare usate

Il massimo per i passeggeri

La caratteristica principale di una monovolume è lo sviluppo in altezza che a sua volta porta due benefici: una maggior compattezza, in quanto questi modelli sono spesso più compatti delle corrispondenti wagon che sfruttano invece la lunghezza, e una maggiore comodità per i passeggeri i quali che hanno a disposizione abitacoli più ampi, sedute più alte che consentono una postura più eretta e soprattutto, una maggiore accessibilità.

Quest'ultimo tratto, comune per i SUV, le rende tra gli altri molto gradite agli automobilisti meno giovani, che apprezzano il vantaggio di salire a bordo più facilmente e non dover "calarsi" nell'abitacolo come per auto più basse. Come accennato, poi, le monovolume sono costruite guardando allo spazio, quindi alla praticità, che spesso corrisponde a interni versatili e sovente sedili individuali per le file posteriori, addirittura scorrevoli su binari su alcuni modelli, tavolini ripiegabili e vani portaoggetti disseminati ovunque.

Il rovescio della medaglia può essere rappresentato da una capacità del bagaliaio equivalente o addirittura superiore a quella delle station wagon di pari dimensioni, ma con un vano di carico che si sviluppa verso l'alto, meno in lunghezza. Inoltre, molte monovolume hanno offerto varianti a passo lungo e 7 posti (Citroën Grand C4 Picasso/SpaceTourer e Renault Grand Scenic) con più spazio in tutte le direzioni.

Fotogallery: Citroen SpaceTourer 2020

Dinamica ed efficienza

Per quanto la forma sia spesso levigata e aerodinamicamente valida, una monovolume difficilmente fa meglio di una wagon in fatto di consumi, visto che la sua sezione frontale è maggiore e spesso lo è anche il peso. L'altezza e l'abitacolo avanzato sono inoltre molto vantaggiosi per la visibilità, ma portano con sé una guida poco dinamica, a causa del baricentro alto e delle sospensioni tarate per il massimo comfort ma di conseguenza, più tendenti al rollio.

Con questo non significa che una MPV non possa avere anche prestazioni di un certo rilievo, anzi, in passato qualche Casa ha addirittura proposto versioni ad alte prestazioni (come Opel Zafira e Meriva OPC), che imponevano però qualche legittimo compromesso al comfort.

 

MPV vs Wagon, spazi, prestazioni e prezzi a confronto

Modello Dacia Lodgy 1.5 dCi 95 CV Dacia Logan MCV 1.5 dCi 95 CV Renault Scenic 1.7 dCi 120 CV Renault Megane Sporter 1.5 dCi 116 CV Volkswagen Touran 2.0 TDI 150 CV DSG Volkswagen Golf Variant 2.0 150 CV DSG
Lunghezza 450 cm 450 cm 441 cm 463 cm 453 cm 463 cm
Altezza 168 cm 153 cm 165 cm 145 cm 163 cm 150 cm
Bagagliaio base 827 litri 573 litri 506 litri 580 litri 743 litri 600 litri
Lunghezza vano di carico 118 cm 105 cm 62,5 cm 95 cm 114 cm n.d.
Peso 1.316 kg 1.191 kg 1.637 kg 1.367 kg 1.670 kg 1.520 kg
Velocità max 169 km/h 179 km/h 187 km/h 193 km/h 206 km/h 223 km/h
Acc. 0-100 km/h 12,3 secondi 12,4 secondi 14,2 secondi 11,1 secondi 9,3 secondi 8,7 secondi
Consumo 4,1 l/100 km 3,6 l/100 km 4,8 l/100 km 3,9 l/100 km 4,7 l/100 km 4 l/100 km
Prezzo base 13.900 euro 12.750 euro 26.550 euro 27.550 euro 37.100 euro 35.200 euro

I pregi

  • Abitabilità migliore e versatilità
  • Massimo comfort e accessibilità
  • Misure più contenute rispetto a una wagon
  • Migliore visibilità

I difetti

  • Agilità limitata
  • Volume di carico sviluppato n altezza
  • Prezzi e consumi maggiori di una wagon