Una delle prime cose che Carlos Tavares e John Elkann hanno detto quando è nata Stellantis ha riguardato il futuro di tutti i marchi del gruppo, con la rassicurazione che ogni brand avrebbe trovato una propria collocazione sul mercato. In un recente incontro con gli azionisti, poi, sempre Tavares ha promesso che Alfa Romeo avrebbe sposato l’elettrificazione, alla Alfa maniera, ma non era sceso in altri particolari.

Oggi, nel corso di un incontro con le agenzie di stampa, Jean Philippe Imparato, ceo della Casa del Biscione, ha detto di più, raccontando come il marchio di Arese, che al momento conta a listino solo due modelli, Giulia e Stelvio, proverà a crescere nei prossimi anni facendo leva su una serie di modelli che lo aiuteranno a consolidarsi tra i brand premium. Il programma sarà serrato e si baserà anche su un nuovo modello di business.

Un nuovo modello produttivo

La prima cosa che ha detto Imparato riguarda proprio l'organizzazione della produzione. Verrà privilegiato un modello produttivo su misura chiamato “built to order”: si tratta di una strategia secondo la quale gli esemplari saranno realizzati solo a seguito dell’effettivo ordine del cliente. Imparato ha dichiarato che “a inizio 2021 utilizzavamo questo metodo al 38%, ma vogliamo arrivare all’80% nel 2023”.

Questo modus operandi dovrebbe garantire una “migliore gestione dei costi, evitare gli sprechi e migliorare la gestione degli stock: non voglio vedere più di 90 giorni una vettura in un parcheggio” ha dichiarato Imparato.

Le Alfa del futuro

Alfa Romeo punterà come detto su nuovi modelli. Nello specifico, il rilancio del brand passerà per la produzione di un nuovo modello all’anno da qui fino al 2026.

Si comincerà, come largamente annunciato, con il nuovo SUV Tonale che verrà prodotto a partire da marzo dell’anno prossimo e lanciato a giugno. Non lo si vedrà all'edizione 2022 del Salone di Ginevra, palcoscenico dove debuttò sotto forma di concept nel 2019.