Herbert Diess se ne va. Il suo ultimo giorno di lavoro in Volkswagen è arrivato. L’ormai ex numero uno del colosso tedesco si congeda con un lungo post su LinkedIn in cui ripercorre i 7 anni vissuti sul ponte di comando di Wolfsburg.

E ci tiene a specificare che, per citare le sue stesse parole, al momento del suo arrivo VW era percepita da alcuni come un “autocratico imbroglione” (Diess arrivò subito dopo il Dieselgate, ndr), mentre ora è considerata universalmente un “leader mondiale sul tema della mobilità pulita”. Non una trasformazione da poco.

L'addio estivo

Il suo addio al gruppo è stato annunciato lo scorso 22 luglio. Arrivato improvviso ma non del tutto inaspettato, viste anche le frizioni che anche in passato hanno animato il rapporto con le famiglie Piech e Porsche, che hanno la maggioranza dei voti in consiglio di amministrazione e il 31,4% della proprietà.

Riguardo a questo, il giorno stesso dell’annuncio dell’avvicendamento al vertice, con Diess che avrebbe passato il testimone al ceo di Porsche Oliver Blume, Reuters riportò il pensiero di alcune persone vicine alla questione secondo cui proprio i Piech e i Porsche sentivano la necessità di un cambiamento.

Oliver Blume, ceo Porsche
Oliver Blume, nuovo ceo di Volkswagen

Tra i motivi che si pensa possano aver portato alla decisione, i problemi legati allo sviluppo del software di nuova generazione da parte della Cariad, azienda di Volkswagen concentrata sugli aspetti digitali delle auto elettriche (e non solo), o i risultati commerciali non abbastanza soddisfacenti in Cina.

"Una direzione chiara"

Motivi reali, divergenze di vedute, frizioni personali? Poco importa. Diess ha salutato tutti senza togliersi alcun sassolino dalle scarpe, fatta salva la già citata rivendicazione sull'impronta che si sente di aver lasciato a Wolfsburg. Nel suo post su LinkedIn il manager ha principalmente ringraziato colleghi e azionisti: “Oggi è il mio ultimo giorno come ceo di Volkswagen e vorrei cogliere l'occasione per dire ancora grazie. Questi sono stati i sette anni più gratificanti della mia carriera”.

 

Poi, prosegue: “Sono grato a tutti gli stakeholder e a tutti i dipendenti per aver avuto l'opportunità di guidare l'azienda attraverso acque parzialmente agitate ma con una direzione chiara: diamo forma alla mobilità per le generazioni a venire. È stato un piacere lavorare con alcuni dei migliori professionisti del nostro settore e non solo”.

La metamorfosi di VW

Dopo 15 anni in BMW, Diess è arrivato in Volkswagen nel 2015, inizialmente a capo del brand VW Passanger Cars. Dopo 2 anni e 4 mesi, nell’aprile 2018, è diventato ceo dell’intero gruppo, susseguendosi a Matthias Muller, che aveva avuto il compito di sostituire in fretta e furia Martin Winterkorn allo scoppio dello scandalo emissioni.

Diess ha raccolto il testimone di Muller e ha accelerato sulla transizione, spingendo al massimo sull’elettrico. Sotto la sua guida il gruppo ha dato vita alla piattaforma MEB e ai relativi modelli della famiglia ID, dalla ID.3 all’ultima nata ID.Buzz.

Diess non ha mai mostrato dubbi sulla via da seguire per garantire al gruppo la competitività che la storia dell'auto gli impone, avviando quel processo di profonda riorganizzazione aziendale che nelle sue intenzioni porterà Volkswagen “dall’essere un costruttore di automobili a diventare un’azienda erogatrice di servizi legati alla mobilità”.

Un futuro da scrivere

Herbert Diess, che tra meno di 2 mesi compirà 64 anni, non ha certo l'urgenze di trovare un nuovo impiego. Ma già si parla del suo futuro. Un uomo con così tanta esperienza non vorrà certo farsi da parte in un momento chiave per l’automotive, a meno che il suo contratto non preveda come spesso accade, particolari clausole di non concorrenza.

herbert diess elon musk vw id3
Diess e Musk

Fatto salvo quest'ultimo punto, è innegabile che tra le ipotesi più affascinanti c’è quella che legherebbe il nome del manager tedesco a quello di Elon Musk. I due si stimano e Diess ha spesso citato Tesla come esempio da cui tutti dovrebbero apprendere qualcosa. Ma nulla di concreto è trapelato riguardo a questo scenario.

In un settore in vorticosa evoluzione nessuno si stupirebbe inoltre di vedere Diess diventare la punta di diamante di qualche Casa cinese pronta a lanciarsi sui mercati europei. Byd, NIO o Xpeng, tanto per fare nomi, hanno strategie espansionistiche ambiziose verso il Vecchio Continente e Diess, tra competenze e conoscenze, potrebbe contribuire ad accelerare i piani. Anche in questo senso, però, si tratta per il momento solo di "fantamercato".

Cosa succederà davvero? Per ora l’unica cosa certa è che Diess da domani sarà ufficialmente fuori da Volkswagen. Quale sarà il suo futuro è tutto da vedere, ma di certo l'impronta che ha lasciato a Wolfsburg, e sull'intero comparto auto europeo, rimarrà ancora ben visibile.