Tutte le auto che ha “inventato” Luca de Meo
Entrato nel 1992 nel mondo automotive Luca de Meo è pronto a lasciarlo dopo 33 anni di carriera, segnata da modelli storici
Di uomini e donne che hanno segnato, in un modo o nell'altro, un'epoca nel mondo dell'auto ce ne sono tanti. Luca de Meo fa parte di quel gruppo. Il manager italiano ha girato tra i principali Gruppi mondiali, lasciando il segno e guadagnandosi sempre più fiducia, fino a diventare ceo del Gruppo Renault. Era il 1° luglio del 2020 e la pandemia aveva solo iniziato a fare danni nell'economia mondiale. Quasi 5 anni esatti dopo de Meo abbandonerà la guida di Renault, con dimissioni che diverranno operative il prossimo 15 luglio.
Il prossimo incarico, come ufficializzato nella sera del 16 giugno, non lo vedrà più lavorare nell'auto ma nel mondo del lusso, guidando Kering, colosso che possiede - tra gli altri - brand come Gucci, Yves Saint Laurent e Balenciaga. Un netto cambio di rotta che priva il mondo automotive di uno dei suoi più grandi protagonisti. Ripercorriamo qui sotto la storia di Luca de Meo con le sue auto più importanti.
Renault Clio
Laureatosi alla Bocconi nel 1991 Luca de Meo entra in Renault nel 1992 all'interno del reparto marketing, seguendo, tra le altre cose, le attività relative alla Renault Clio, lanciata nel 1990. Non si può certo considerare una "sua" auto, ma come prima palestra - considerando l'importanza e il successo del modello - non è certo un'esperienza di secondo piano.
Toyota Yaris
Toyota Yaris (prima generazione)
Nel 1997 de Meo cambia e passa a Toyota, dove ricopre il ruolo di general manager of product planning, seguendo sviluppo e lancio della prima generazione di Toyota Yaris, presentata nel 1999. Il piccolo genio giapponese diventa un successo su numerosi mercati - Italia compresa - posizionandosi ai vertici del segmento B e diventando una concorrente proprio della Renault Clio.
Lancia Ypsilon
Lancia Ypsilon (2003)
Le strategie di marketing efficaci e innovative di Luca de Meo vengono notate anche a Torino e così nel 2002 entra nel Gruppo Fiat, inizialmente col ruolo di responsabile marketing del marchio Lancia. Ed ecco nascere l'intuizione vincente: puntare al pubblico femminile con il lancio della Lancia Ypsilon, cambiandone nome (prima era semplicemente Y) e stile.
Lancia Fulvia Coupé
Lancia Fulvia Coupé
Un'auto mai nata, l'ultima concept firmata Lancia prima della Pu+Ra HPE del 2023. Una nuova Fulvia, una coupé compatta e fortemente evocativa, basata sulla piattaforma della Fiat Barchetta. Purtroppo sono anni in cui Lancia, per via di investimenti ridotti, non riesce a sviluppare una gamma completa di modelli, con disappunto da parte di De Meo.
Fiat 500
Luca de Meo e Sergio Marchionne con la Fiat 500
Lancia riesce comunque a riprendersi e il suo successo (grazie anche alla Musa) vale a Luca de Meo la promozione ad amministratore delegato del marchio Fiat, dove nasce il suo capolavoro: la nuova Fiat 500, il modello che risolleva le sorti della Casa. Una citycar che richiama fortemente il passato, stilosa e super personalizzabile. Anche il suo sviluppo è stato particolarmente curato, con gli utenti che potevano seguirne le varie fasi su un sito web dedicato. Un'operazione di marketing che sfruttava al meglio tutto il potenziale di internet.
Alfa Romeo MiTo
Luca de Meo con l'Alfa Romeo MiTo
Nel 2007 de Meo diventa anche ceo di Alfa Romeo e segue in prima persona il lancio della MiTo, la piccola del Biscione che doveva fare concorrenza alla MINI, proponendo sia eleganza sia sportività. L'inglese si è rivelata irraggiungibile, ma la MiTo è riuscita comunque a ritagliarsi il suo spazio con circa 293.000 unità vendute in 10 anni.
Seat Ateca
Seat Ateca restyling (2020)
Dal Gruppo Fiat (nel frattempo diventato FCA) de Meo passa a Volkswagen, prima ricoprendo incarichi di marketing mentre nel 2015 assume il ruolo di ceo di Seat. Come già successo altre volte nella sua carriera si trova davanti a una sfida non da ridere: risollevare le sorti di un brand. Lo fa risanando i conti e lanciando il primo SUV della Casa: la Seat Ateca. Il modello giusto al momento giusto.
Cupra Formentor
Cupra Formentor
Altro colpo di genio di De Meo è quello di scorporare la linea Cupra - sub brand che indicava le auto più sportive di Seat - per creare un nuovo marchio di vetture ad alte prestazioni. A tenere a battesimo il lancio del nuovo marchio è la Ateca da 300 CV, ma è con la Formentor (il primo modello nato espressamente per Cupra) che tutto arriva a compimento. Anticipata da una concept nel 2019 debutta in versione di serie a marzo 2020, due mesi dopo l'addio di de Meo.
Renault 5
Luca de Meo con la Renault 5 Concept
Forse non è l'auto più importante nata durante la seconda avventura di de Meo in Renault, questa volta come ceo del Gruppo, ma quella che meglio rappresenta la sua visione. Una piccola elettrica con stile retrò, un qualcosa che al manager italiano ha sempre affascinato (basta guardare la Fiat 500). Icona della Renaulution (il piano industriale presentato nel gennaio del 2021, 6 mesi dopo l'approdo di de Meo alla guida della Losanga) unisce stile a un powertrain elettrico, il tutto con un prezzo d'attacco (di poco) inferiore ai 25.000 euro. Un'auto che in molti hanno commentato dicendo "Se solo non fosse stata elettrica". Da qui con ogni probabilità dovrà partire la sfida del successore del manager italiano: convincere gli automobilisti che una piccola elettrica può essere la strada giusta.
Dacia Bigster
Dacia Bigster
Il Gruppo Renault comprende anche Dacia, capace nel 2024 di prendersi la prima posizione per le auto più vendute in Europa grazie alla Sandero. La vera game changer (scusate l'inglesismo) è però la Bigster, il primo SUV medio della Casa venduto a prezzi più bassi rispetto a buona parte della concorrenza, offrendo (come da filosofia del brand rumeno) tutto ciò che serve, niente di più, niente di meno. Razionalità al potere.
Renault Twingo
Renault Twingo Concept
Al di là dei conti a posto e di una razionalizzazione industriale l'eredità di Luca de Meo al Gruppo sarà la nuova Renault Twingo, la citycar in arrivo nel 2026 che riprende praticamente ogni aspetto della prima generazione, montando una motorizzazione 100% elettrica. L'obiettivo è quello di venderla a meno di 20.000 euro.
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