Il crossover full hybrid da 25 km/litro: la prova della Hyundai Kona
L'abbiamo provata per 5.000 km tra città, extraurbano e autostrada. Ecco come è andata e quanto ha consumato
Comoda in città durante la settimana o in viaggio nel weekend, magari con il bagagliaio pieno? Raramente un’auto riesce a essere entrambe le cose. E la scelta si complica ancora quando si parla del motore: prestazioni o consumi contenuti? Un bel dilemma per chi cerca un’auto nuova.
La Hyundai Kona sembra però avere tutte le carte in regola per mettere insieme queste esigenze. Ma quanto riesce davvero a convincere nei diversi scenari di utilizzo? Lo abbiamo scoperto con 5.000 km tra città, strade extraurbane e autostrada. I risultati potete leggerli qui sotto alla fine dell'articolo, oppure potete godervi la prova approfondita cliccando sul video in copertina.
Design futuristico e... aerodinamico
Basta un’occhiata per capire che la Hyundai Kona ha personalità. È lunga 4,35 metri e le proporzioni sono da SUV compatto, anzi, da crossover dato che non si può avere a trazione integrale. La vista più caratteristica è quella frontale, con l’anteriore che è attraversato dalla firma luminosa a LED che corre a tutta larghezza. I fari veri e propri sono più in basso, agli angoli della carrozzeria, e lo stesso vale per quelli dietro. Qui si nota subito il dettaglio del doppio scarico, mentre il profilo è slanciato dai cerchi da 18 e da una serie di profonde nervature che rendono la fiancata dinamica.
Hyundai Kona full hybrid (2026), il posteriore
Dentro c'è tantissimo spazio
Uno dei punti di forza della Kona è lo spazio: dietro si sta larghissimi e anche io che sono alto oltre 1 metro e 90 ho ancora diversi centimetri sia per le ginocchia che per la testa. Anche al centro si sta comodi e il bagagliaio non è da meno: parte da 466 litri, ha un doppiofondo capiente e i sedili possono essere abbattuti in configurazione 40-20-40.
Hyundai Kona full hybrid (2026), la plancia
La Kona vuole essere una tuttofare e, guardando a come è stato progettato l’abitacolo, l’obiettivo sembra essere stato centrato. La plancia si sviluppa in orizzontale ed è moderna con i due schermi, ma non tutte le funzioni sono state affidate alla tecnologia. Hyundai infatti ha scelto di mantenere diversi comandi fisici per le funzioni che si utilizzano più spesso come il climatizzatore e le modalità di guida.
5.000 km tra città, autostrada e extraurbano: come è andata?
Come vi spiego meglio nel video qui sopra, la Hyundai Kona risponde all’identikit di chi cerca un’auto da sfruttare a 360° dato che non è piccola per viaggiare e non è troppo grande per la città. In più, con questo motore è omologata ibrida a libretto, per cui in diversi comuni beneficia anche di una serie di agevolazioni come per esempio la sosta gratuita sulle strisce blu.
Sotto il cofano c’è un sistema full hybrid che abbina un motore elettrico a supporto del principale 1.6 a benzina. La potenza totale è di 138 CV, la trazione è anteriore e a gestire il tutto ci pensa un cambio automatico a 6 rapporti che ho trovato fluido nel funzionamento e riesce a far dialogare bene tra loro le parti in gioco. Giusto a freddo ogni tanto tende a trattenere per qualche secondo di troppo le marce basse.
Hyundai Kona full hybrid (2026), la prova di Motor1.com
Ho trovato molto efficiente il sistema di recupero dell’energia con la batteria che si ricarica velocemente o con le frenate o andando a gestire manualmente la rigenerazione attraverso le palette al volante su più livelli. A batteria carica, andando leggeri sull’acceleratore si riesce a fare anche parecchia strada in elettrico giocando con i vari rallentamenti cittadini e se si sta attenti i consumi possono essere davvero bassissimi.
Il discorso cambia in autostrada, il contesto in cui un’ibrida come la Kona soffre di più perché alle alte velocità l’elettrico non ha modo di recuperare energia. Dico in teoria, perché numeri alla mano se l’è cavata alla grande grazie alla raffinatezza con cui sono stati tarati tutti gli elementi. A 130 fissi ovviamente il consumo sale rispetto ad andare più piano, ma in condizioni di traffico standard il sistema è efficace nell’immagazzinare l’energia delle microfrenate. Questa poi viene riutilizzata per spegnere il motore termico in discesa o quando non serve, per cui in quelle situazioni a mezzo gas in cui non è richiesto uno sforzo.
Ho trovato ottimo l’isolamento dai fruscii aerodinamici, considerate che la Kona con questo design molto futuristico ha un cx di 0,27, uno tra i migliori della categoria, e non si vanno a generare turbolenze nemmeno in zone sensibili come quella degli specchietti esterni. Anche quello dal rotolamento delle gomme è di buon livello e lo stesso discorso vale per il rumore del motore. Quando si parla di comfort in autostrada però ci si riferisce anche a come lavora l’assetto che è morbido il giusto, galleggia un po’ sulle giunture dei viadotti ma assorbe molto bene le piccole imperfezioni dell’asfalto.
Hyundai Kona full hybrid (2026), la prova di Motor1.com
I quasi 140 CV di questa Kona sono giusti per l’utilizzo standard tra città e autostrada e vanno bene anche in quelle situazioni in cui magari si ha particolarmente fretta. Diciamo che su una strada di curve si sente la mancanza di qualche cavallo in più ma sono sicuro non sia questo il focus di chi cerca un'auto di questo tipo. Non deve correre, deve essere efficiente e al tempo stesso piacevole da guidare. E in questo la Kona riesce benissimo.
In ripresa si apprezza la risposta del motore che è sempre ben supportato dal modulo elettrico e l’assetto è raffinato con un MacPherson davanti e un Multilink dietro. A velocità elevate assorbe bene le imperfezioni senza contraccolpi, ma con una taratura del genere scopre un po’ il fianco al rollio in curva. I movimenti di cassa però non sono mai troppo accentuati e, anzi, aiutano l’auto a poggiare meglio in percorrenza. L’unico elemento migliorabile secondo me è lo sterzo perché è sempre un po’ distaccato da ciò che passa sotto le ruote, non è particolarmente preciso o diretto.
Da un rotore sul tunnel centrale poi si può cambiare modalità di guida. Ce ne sono diverse e intervengono sulla risposta dell’acceleratore e a seconda della mappa selezionata cambia la funzione dei paddle dietro il volante. In Eco, la taratura di default, servono per regolare la rigenerazione, quando si mette in Sport invece possono essere utilizzati per cambiare marcia esattamente come su un sequenziale tradizionale. Una piccola attenzione che però fa percepire la cura progettuale che c’è dietro.
Hyundai Kona full hybrid (2026), la prova di Motor1.com
Quanto consuma?
Con la nuova Hyundai Kona full hybrid ho percorso circa 5.000 km: vediamo i consumi e proiettiamoli su base trimestrale e annuale per capire davvero cosa significa convivere con un’ibrida a benzina non ricaricabile nel lungo periodo. Ma quanto ha consumato? Da computer di bordo ha fatto 15,0 km/l in autostrada, 25,5 km/l in città e 25,8 km/l in extraurbano, per una media di poco più di 22 km/litro. L’autonomia media quindi è di circa 840 km tenendo conto del serbatoio da 38 litri della Kona full hybrid.
Considerando il prezzo medio della benzina nel Lazio a inizio settembre 2026, 2,062 euro/litro, un pieno costa meno di 80 euro. Se si percorrono 25.000 km all’anno quindi si spendono circa 2.330 euro, circa 580 euro ogni tre mesi e 195 al mese. Se poi prendiamo un riferimento più concreto, come i 5.000 chilometri di cui vi ho parlato a inizio video, la spesa si aggira sui 466 euro.
| Scenario | Consumo |
| Città | 25,5 km/l |
| Extraurbano | 25,8 km/l |
| Autostrada | 15,0 km/l |
| Media | 22,1 km/l |
Abbiamo visto quindi come la Kona sia un’auto che riesce a mettere insieme caratteristiche che non sempre è facile trovare tutte nello stesso modello: dimensioni gestibili ma tanto spazio a bordo e un’ottima capacità di carico, una dotazione da categoria superiore e un powertrain full hybrid che punta soprattutto sull’efficienza.
Parlando di percorrenze poi viene spontaneo fare un confronto con il diesel, con la scelta tra le due alimentazioni che dipende da come si utilizza l’auto. Il gasolio può continuare ad avere senso per chi percorre moltissimi chilometri soprattutto in autostrada, mentre una full hybrid come questa può rappresentare una soluzione molto più versatile per chi alterna città, strade extraurbane e viaggi più lunghi, sia per quanto riguarda i consumi che i vantaggi fiscali.
| Scenario | Percorrenza | Spesa |
| Pieno | 840 km | 78,35 euro |
| Mensile | 2.080 km | 194,40 euro |
| Trimestrale | 6.250 km | 583,20 euro |
| Annuale | 25.000 km | 2.332,60 euro |
E c’è un ultimo aspetto da considerare: lo scenario dei carburanti è tutt’altro che stabile. I prezzi sono soggetti a oscillazioni rapide legate ai mercati internazionali e alle politiche fiscali, e quelli attuali riflettono già interventi come i tagli temporanei alle accise. In un contesto così instabile, la scelta dell’auto si sposta sempre meno sul solo costo del carburante e sempre più su efficienza reale, versatilità e coerenza con il proprio utilizzo quotidiano, dove il benzina – soprattutto in versione ibrida – continua a rappresentare un compromesso molto equilibrato.
Fotogallery: Hyundai Kona full hybrid (2026), la prova di Motor1.com
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