Se vi capita di farvi raccontare dai vostri nonni della spensierata vita degli Anni ‘50, o di guardare uno degli iconici film di quel periodo, sicuramente la sentirete nominare.

Parliamo della Lancia Aurelia che rappresenta l'età dell'oro per la casa piemontese, che settant'anni fa le permette di riprendere, alla grande, l'attività. Lo schema transaxle e il motore V6, il primo in assoluto, la rendono una delle auto più ambite della sua epoca, capace di districarsi tra i café di Via Veneto e i tornanti del Col de Turini.

Nasce sotto le bombe

La gestazione dell'Aurelia inizia a guerra in corso, ma lo staff Lancia cerca di non far caso a quanto succede fuori dall'azienda. All'inizio si valutano l'impiego della trazione anteriore, subito scartata, di un V8 o di un quattro cilindri, ma si preferisce la giusta via di mezzo.

Fotogallery: Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Mentre Vittorio Jano, con un importante passato in Alfa Romeo, si occupa del telaio, Francesco de Virgilio studia la meccanica. Quest'ultimo dà forma al nuovo prodigioso motore, il primo al mondo con sei cilindri a V, e posiziona la scatola del cambio al retrotreno.

Una vettura nuova

Questo è il primo modello nato sotto la gestione di Gianni Lancia, figlio dello scomparso fondatore Vincenzo, facendo tesoro della geniale soluzione della carrozzeria portante, come sulla Lambda del 1923 e non più riutilizzata per lungo tempo. È anche la prima Lancia ad essere battezzata, enfaticamente, come una delle più importanti strade dell'Impero Romano.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Un modello sempre in evoluzione

La Lancia Aurelia è uno dei pezzi forti del Salone di Torino del 1950. In otto anni alterna tre step del V6; 1.8 da 56 CV, 2.0 da 90 CV e 2.3 da 87 CV; e riceve qualche ritocchino estetico, mantenendo le caratteristiche portiere “a libro”.

È subito l'auto preferita dai "cumenda" del Bel Paese, ma Lancia vuole soddisfare anche la voglia di andare a tavoletta e far colpo sulle belle ragazze dei gentleman driver, e lo fa con l'aiuto di Pininfarina.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca
Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Un tocco di stile, per far sognare

Un anno dopo Lancia e Pininfarina presentano l'Aurelia B20 GT. Nata dalla matita di Felice Mario Boano, titolare della Ghia, è destinata solo a pochi eletti, ma l'improvviso boom di ordini sconvolge i programmi.

Lo stabilimento del noto carrozziere è insufficiente a star dietro alle tante richieste, così si affida parte della produzione iniziale anche alla Viotti. L'Aurelia B20 diventa subito un cult e si presta perfettamente per andare forte, quanto per portare la moglie in gita fuoriporta. Sotto il cofano c'è il 2.0 da 75 CV, poi sostituito dal 2.5 da 118 CV, permettendo alla vettura di toccare i 180 km/h.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Per l'America perde la testa

Nel 1955, sempre grazie a Pininfarina, è il turno della scoperta Aurelia B24, pensata in primis per l'export oltreoceano e spinta dal V6 da 118 CV.

Da quelle parti fatica ad imporsi contro Ford Thunderbird e Chevrolet Corvette, ma qua da noi è l'oggetto del desiderio per molti rampolli dell'alta borghesia. Un fascino talmente forte che nel 1962, ormai già fuori produzione, viene scelta da Dino Risi per portare a spasso Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant in Il Sorpasso.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca
Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

L'Aurelia e le corse

Il gioiello Lancia, sia berlina che coupé, con piloti come Ascari, Villoresi e Chiron, si dimostra subito un'ottima atleta, seminando vittorie, con sommo gaudio per l'incremento delle vendite e del prestigio del marchio.

Arriva prima a rally come Setriere nel 1951, Montecarlo nel 1954 e dell'Acropoli nel 1958, oltre agli ottimi piazzamenti alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans. Un passato che le Lancia Aurelia onorano tutt'ora, partecipando alle rievocazioni storiche più importanti.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Un telaio e tanti volti

La Lancia Aurelia, con diversi telai nudi, dà occasione ai vari carrozzieri di sperimentare nuove idee, per conto di facoltosi clienti che vogliono distinguersi. Viotti ne realizza una elegante giardinetta, con i fianchi in stile woodie, mentre Bertone si occupa della berlina allungata.

È però Battista Pinin Farina, dopo le B20 e B24, che più si sbizzarrisce sull'Aurelia. Ne trae delle fuoriserie mozzafiato, come la PF 200, dallo stile aeronautico, la Cabriolet, derivata dalla berlina, la tre luci a passo maggiorato e la Florida, prototipo che, più avanti, ispira la futura Flaminia.

Lancia Aurelia, le foto dell'epoca
Lancia Aurelia, le foto dell'epoca

Un'auto molto cara

In casa l'Aurelia si conquista uno zoccolo duro di estimatori, ma all'estero rimane rara, a causa del suo prezzo salato. La berlina sta a 2,37 milioni di lire, come l'Alfa Romeo 1900 Super. Le B20 GT e B24 stanno a quasi tre milioni di lire mentre la 1900 Super Sprint, firmata Touring Superleggera, ne costa circa 200.000 in meno.

Una diva ancora oggi

La Lancia Aurelia attira oggi le brame di numerosi collezionisti, soprattutto stranieri, che la inseguono alle aste per sfoggiarle, con vanto, alle gare per auto storiche. Le quotazioni ballano dai circa 50.000 euro per la berlina, realizzata in 12.786 esemplari, agli oltre 240.000 euro per una delle 3.872 B20 GT prodotte.

Se il vostro sogno è quello di emulare Gassman preparatevi allora a sborsare dai 435.000 ai 1.800.000 euro, per una delle 761 Aurelia B24 costruite, una delle Lancia più costose di sempre. Segno che un progetto di notevole fattura, giunto al suo settantesimo anniversario, sa mostrarsi ancora in forma smagliante.