Il numero di furti d'auto in Italia continua a crescere anno dopo anno. Nel 2023, in particolare, sono stati il 5% in più rispetto al 2022 e sono avvenuti, soprattutto, nelle Regioni del Centro e del Sud Italia, con i SUV che hanno superato il 50% del totale.

I dati, come ogni anno, sono stati elaborati dal leader degli antifurti e del recupero auto LoJack, che ha pubblicato il report “Stolen Vehicle Recovery 2024” realizzato prendendo in considerazione gli oltre 550.000 dispositivi installati a bordo delle auto in circolazione sulle strade italiane. 

Auto rubate, in quali regioni avvengono i furti

Come detto, nel corso del 2023 i furti di auto hanno registrato un nuovo aumento netto del 5% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un valore importante, che lo diventa ancora di più se visto dal punto di vista dei veicoli a ruote alte.

Per scendere più nei dettagli, quest'ultimi hanno raggiunto una quota del 53% sul totale (+20% rispetto al 2019) e, in base a quanto dichiarato dalla stessa LoJack, 9 episodi su 10 sono avvenuti in quattro Regioni in particolare: Campania (33%), Lazio (24%), Puglia (20%) e Lombardia (14%). 

Le auto più rubate nel 2023

L'infografica di LoJack per il 2023

Auto rubate, quali sono i modelli più colpiti

Ma venendo al dunque, quali sono stati i modelli di auto più rubati nel 2023? Partendo dalle sole auto, i cinque più soggetti sono stati la Fiat Panda, un modello da anni in cima a questa triste classifica, la Fiat 500, la Citroen C3, la Lancia Ypsilon e la Smart Fortwo. Per quanto riguarda i SUV, invece, il primato è andato alla Toyota RAV4, seguita dalla Toyota C-HR, dalla Fiat 500X, dalla Jeep Renegade e dalla Peugeot 3008.

Fiat 500C

Fiat 500C

Citroen C3 2020 - Point of ReView

Citroen C3

Toyota RAV4 GR Sport

Toyota RAV4 GR Sport

La lista dei modelli più rubati in Italia

Auto SUV
Fiat Panda Toyota Rav4
Fiat 500 Toyota CH-R
Citroen C3 Fiat 500X
Lancia Ypsilon Jeep Renegade
Smart Fortwo Peugeot 3008

Auto rubate, quali sono le possibili cause

Le principali cause del fenomeno, secondo l'azienda di recupero auto, sono state - e potrebbero continuare a essere anche quest'anno - la sempre verde crisi dei chip, ormai giunta a uno stadio piuttosto avanzato, e la nuova crisi del Mar Rosso, che ha paralizzato il mercato globale dei ricambi, anche per pezzi di piccole dimensioni e per piccole auto.