La concessionaria abbandonata piena di Alfa Romeo
Alfa Rome Giulia d'epoca, GTV, 166 con motore Busso e non solo: quante Alfa Romeo giacciono abbandonate in un capannone
Di concessionarie abbandonate ce ne sono numerose in giro per il mondo e ogni tanto vi raccontiamo di ritrovamenti speciali, con capannoni infarciti di modelli di tutti i tipi, tra i quali si nascondono auto dal valore di centinaia di migliaia di euro. O anche di più. Ma non è questo il caso. Anche se, da italiani, non possiamo non essere colpiti da questo nuovo ritrovamento.
Una concessionaria in Olanda ripiena di Alfa Romeo, principalmente provenienti dagli anni '90 e '00, con qualche modello leggermente più anziano. A documentare il tutto ci pensa un video pubblicato su Youtube da The Bearded Explorer.
Vecchie glorie
Il video si apre con una Ferrari 360 Modena, che con il mondo Alfa Romeo non c'entra ma - non possiamo certo negarlo - è sempre un bel vedere. Anche se versa in condizioni di triste abbandono. Qualche chilometro dopo eccoci arrivare alla concessionaria, con la sua incredibile collezione di Alfa Romeo abbandonate.
Si inizia con un'Alfa Romeo 156 seguita da una manciata di 159, una 145 e quella che sembra essere una Giulia degli anni '70. Di lei rimane giusto la carrozzeria arrugginita e poco altro.
Compare poi un'Alfa Romeo 166 con il 3.0 V6 24 valvole. Il mitico Busso, qui nella versione da 226 CV, per una velocità massima di 237 km/h. Un pedegree non indifferente per l'ultima grande ammiraglia Alfa, un buon progetto ma incapace di sfondare e giocarsela alla pari con le solite tedesche.
L'epoca dell'anteriore
Tutti modelli caratterizzati dalla trazione anteriore - i tempi della nuova Giulia e della Stelvio erano ancora lontanissimi - protagonisti di un'epoca di chiaroscuri per il Biscione. Perché se da una parte la 166 non ebbe fortuna, dall'altra la 155 - disegnata da Ercole Spada, recentemente scomparso - e custodita all'interno della concessionaria, con le sue quasi 200.000 unità fu un buon successo, anche se la sua (troppo) stretta parentela con la Fiat Tempra suscitò non poche critiche. L'esemplare abbandonato sembra uno dei meglio conservati, con il verde della carrozzeria quasi immacolato e i cerchi in lega neri intonsi.
Dietro si nasconde una 33 rossa, erede della mitica Alfasud (e come lei prodotta a Pomigliano d'Arco) rispetto alla quale aumentò la qualità, venendo premiata da circa 1 milione di unità vendute in 12 anni. Al suo fianco un'altra 33, questa volta la Quadrifoglio Verde - riconoscibile dall'alettone posteriore e dal paraurti in tinta con la carrozzeria - equipaggiata con il 1.5 boxer da 105 CV derivato dall'Alfasud Ti e capace di raggiungere i 185 km/h.
Poi, ecco un vero pezzo da 90 (almeno per chi, come il sottoscritto, negli anni '90 entrava nell'adolescenza): l'Alfa Romeo 156 GTA, massima espressione della sportività del Biscione tra la fine del XX secolo e l'inizio el XXI. Motore Busso, estetica ritoccata e cattiveria da vendere.
Le sorprese
Il lungo tour ci porta anche in vista officina, dove sul ponte si trova (in apparentemente buono stato di conservazione) una GTV6, con sotto il cofano il 2.5 V6 da 160 CV. Poi una 33 agghindata in maniera molto particolare, con 6 luci aggiuntive appollaiate all'anteriore. Presumibilmente una safety car per un qualche campionato locale.
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