Il nuovo 1.2 è ancora il vecchio PureTech?
Il 1.2 della Ypsilon deriva dal PureTech ma è stato aggiornato: catena, efficienza e diverse soluzioni tecniche lo rendono diverso
C’è un argomento che torna puntualmente ogni volta che Stellantis presenta una nuova compatta benzina: il famoso 1.2 PureTech. È successo anche con la nuova Lancia Ypsilon Turbo 100, dove buona parte delle discussioni online si è concentrata più sul motore che sull’auto stessa.
E la ragione è abbastanza semplice. Negli ultimi anni il nome PureTech è diventato sinonimo dei problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio montata sulle prime versioni del tre cilindri PSA. Una questione che ha inevitabilmente lasciato una forte diffidenza tra molti automobilisti italiani, soprattutto tra chi arriva da motori Fiat Fire o Multijet noti per robustezza e semplicità.
La domanda quindi è inevitabile: questo nuovo 1.2 turbo è davvero ancora il “vecchio” PureTech oppure no?
Cosa cambia sotto il cofano
La risposta più corretta è che sì, la base progettuale rimane quella, ma il motore che oggi debutta sulla Ypsilon Turbo 100 è stato profondamente rivisto in quasi tutti i componenti principali.
Il 1.2 della Ypsilon deriva dal PureTech ma è stato aggiornato
La modifica più importante riguarda ovviamente la distribuzione. Sparisce completamente la cinghia a bagno d’olio che aveva creato tanti problemi di affidabilità sulle prime generazioni e arriva una catena di distribuzione progettata per non richiedere sostituzioni programmate durante la vita utile del motore. Ed è già un cambiamento enorme, perché elimina proprio l’elemento che aveva danneggiato maggiormente la reputazione del PureTech.
Ma gli aggiornamenti non finiscono lì. Questo nuovo tre cilindri 1.2 turbo benzina di terza generazione utilizza un sistema di iniezione diretta con pressione portata fino a 350 bar, circa 100 bar in più rispetto alla precedente evoluzione. L’obiettivo è migliorare la nebulizzazione del carburante e rendere la combustione più efficiente.
C’è poi il turbocompressore a geometria variabile, una soluzione tecnica non così comune in questo segmento e studiata per offrire maggiore coppia già ai bassi regimi. Infatti i 205 Nm arrivano già a 1.750 giri/minuto, un valore interessante per un motore di questa cilindrata.
Il nuovo 1.2 utilizza inoltre il ciclo Miller, una tecnologia che lavora sulla gestione dell’apertura delle valvole di aspirazione per aumentare il rendimento termico e ridurre consumi ed emissioni. È lo stesso principio adottato anche dal 1.5 TSI evo2 di Volkswagen montato su modelli come la Volkswagen Golf.
Lancia Ypsilon Turbo 100
Secondo i dati dichiarati, la nuova Ypsilon Turbo 100 percorre tra 5,2 e 5,4 l/100 km nel ciclo WLTP con emissioni comprese tra 119 e 121 g/km di CO2. Le prestazioni parlano invece di 0-100 km/h in 10,2 secondi e 194 km/h di velocità massima.
Numeri che non vogliono trasformarla in una piccola sportiva, ma che nel segmento B risultano comunque competitivi.
Il vero tema è la fiducia
Dopo diversi giorni di utilizzo quotidiano, la sensazione è che questo motore sia stato sviluppato per essere molto più fluido e meno "stressato" rispetto al passato. Anche il fatto di abbinarlo esclusivamente al cambio manuale a sei marce cambia parecchio il carattere dell’auto.
La Ypsilon Turbo 100 con cambio manuale a sei marce
La risposta ai bassi regimi è buona, il turbo entra in maniera progressiva e le vibrazioni tipiche dei tre cilindri sono contenute più di quanto ci si aspetti. Il vero problema, quindi, non è tanto tecnico quanto psicologico. Per molti automobilisti il nome PureTech è ormai diventato un’etichetta negativa, per questo motivo la vera sfida sarà avere pazienza e dimostrare con i fatti che qualcosa è davvero cambiato.
Fotogallery: Lancia Ypsilon Turbo 100, la prova di Motor1.com
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