Fiat e Alfa Romeo: i dazi mettono a rischio il futuro negli USA
Senza una produzione locale i dazi di Trump rischiano di far sparire Fiat e Alfa Romeo dagli Usa. La difficile scelta di Stellantis
L'annunciato arrivo dei nuovi dazi del 25% sulle importazioni di auto negli Stati Uniti d'America, una volta che Donald Trump avrà firmato il decreto esecutivo promesso per il 2 aprile 2025, darà il via a una guerra commerciale senza precedenti tra gli Usa e il resto del mondo.
Secondo alcune stime, come ad esempio quella di Bernstein Research, l’impatto della nuova tassa doganale voluta dal presidente Usa sarà di circa 110 miliardi di dollari all’anno di costi aggiuntivi per tutto il settore auto che si tradurrà in 6.700 dollari in più per veicolo venduto.
Questo aggravio dei costi colpirà soprattutto quei gruppi e quei marchi auto che producono poche o nessuna vettura negli Usa, costretti a scegliere tra ridurre i ricavi, scaricare gli aumenti sui clienti o abbandonare il mercato statunitense. A questa ultima ipotesi potrebbero fare ricorso anche due marchi storici italiani come Fiat e Alfa Romeo che non producono negli Usa e non brillano su questo mercato, in attesa di un rilancio che non è ancora arrivato.
- La crisi di Fiat in America
- Possibile il rilancio "elettrificato" di Alfa Romeo negli Usa?
- Scenari complessi da affrontare
La crisi di Fiat in America
Partiamo proprio da Fiat, il marchio torinese che con più di 125 anni di storia e la famiglia Agnelli alle spalle rappresenta uno dei due pilastri originari dell'attuale Gruppo Stellantis. Fiat non ha però stabilimenti produttivi negli Stati Uniti e le poche vetture vendute lì arrivano direttamente dall'Europa. Questo anche perché per gli automobilisti statunitensi le Fiat sono sempre rimaste poco più che delle "import" curiose, quasi delle rarità sulle loro strade.
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Basti dire che l'anno migliore per Fiat negli Stati Uniti è stato il 2012 con 46.999 auto vendute, con una quota di mercato dello 0,3% (Fonte: GoodCarBadCar). Erano gli anni in cui la Fiat vendeva negli Usa tre modelli: la 500, la 500L e la 500X. Questi numeri di vendita sono però crollati di anno in anno, fino ad arrivare a un totale di 1.530 Fiat vendute negli Usa nel 2024 e una quota di mercato dello 0,01%.
Per avere un metro di paragone basta dire che un marchio sportivo ed extra lusso come Ferrari, nel 2024, ha esportato negli Usa la bellezza di 3.452 vetture, ovvero più del doppio rispetto a Fiat.
| Fiat | Vendite Usa | Quota di mercato Usa |
| 2012 | 46.999 | 0,3% |
| 2024 | 1.530 | 0,01% |
Oggi gli americani possono comprare solo la Fiat 500e, auto che potrebbe vedere il suo prezzo base passare da 32.500 a 40.625 dollari se il dazio del 25% fosse interamente riversato sui clienti.
Dopo aver rinunciato a portare la Fiat 500e 3+1 in America per via dei problemi di omologazione della terza portiera posteriore, potrebbero essere a rischio anche le ipotizzate importazioni negli Usa della Abarth 500e. Ancora nel regno dei "forse" sono anche le esportazioni negli Usa della Fiat 600, della Abarth 600e e della Fiat Grande Panda, che nei nuovi dazi di Trump trovano una seria ipoteca.
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Difficile è ipotizzare la produzione dei nuovi modelli Fiat negli stabilimenti statunitensi, cosa mai avvenuta in passato. Fino al 2019 la Fiat 500 per gli Usa era prodotta in Messico, ma ora ci sono i dazi a rendere improbabile un ritorno alla produzione messicana. L'unica alternativa sarebbe allestire nuove linee di montaggio di Fiat Grande Panda e 600e negli impianti Stellantis in Argentina e Brasile, ma la cosa risulterebbe laboriosa e costosa, oltre che in parte dannosa per la produzione dei modelli per i mercati sudamericani.
Possibile il rilancio "elettrificato" di Alfa Romeo negli Usa?
Il discorso è leggermente diverso per Alfa Romeo che, pur non avendo a sua volta stabilimenti negli Usa, si prepara a un rilancio (l'ennesimo dopo tanti rinvii) in chiave elettrica e ibrida in un segmento di mercato più consono alla clientela locale, ovvero quella delle auto premium ad alte prestazioni. Il debutto della nuova Alfa Romeo Stelvio nel 2025 e della nuova Giulia nel 2026 potrebbe essere l'inizio di una nuova era per il marchio del Biscione che è ritornato negli Usa solo dal 2015.
Alfa Romeo Stelvio (2026), il render di Motor1.com
L'anno d'oro delle vendite Alfa Romeo negli Usa è stato il 2018 con 23.800 auto vendute e lo 0,14% di quota di mercato con le prime Giulia e Stelvio e la 4C. Nel 2024 le vendite di Alfa Romeo negli Stati Uniti sono scese a quota 8.868 unità e la quota di mercato si è ridotta allo 0,06% nonostante la presenza nei listini Usa di tre modelli come Tonale, Giulia e Stelvio, anche in versione Quadrifoglio.
A titolo di confronto basti dire che nello stesso 2024 Jaguar ha venduto negli Usa 13.210 auto, ovvero molti di più di Alfa Romeo nonostante il marchio britannico stia vivendo una lenta fase di transizione verso l'elettrico che ha portato parte della sua gamma a un inesorabile invecchiamento.
| Alfa Romeo | Vendite Usa | Quota di mercato Usa |
| 2018 | 23.800 | 0,14% |
| 2024 | 8.868 | 0,06% |
Per fare un esempio degli effetti delle nuove sovrattasse, la Tonale col 25% di dazio in più sulle spalle del cliente americano vedrebbe il suo prezzo passare dai 43.845 ai 54.806 dollari dopo la cura Trump.
Al di là di un'eventuale importazione negli Usa dell'Alfa Romeo Junior, al momento contrastata dalla produzione europea in Polonia, rimane invece confermato l'arrivo in Nord America delle nuove Stelvio e Giulia a partire dal 2026.
Alfa Romeo Junior: arriverà mai negli Usa?
Alfa Romeo Giulia (2026), il render di Motor1.com
Non è dato però sapere se le nuove Alfa Romeo basate sulla piattaforma STLA Large continueranno a essere prodotte solo in Italia, come da storica tradizione del brand milanese. L'unica alternativa rimarrebbe quella di assemblare le Alfa dei prossimi anni su nuove linee di montaggio Usa tutte da creare, visto che la Dodge Charger (sulla stessa base STLA Large) nasce nello stabilimento canadese di Windsor, Ontario, con i relativi dazi.
Scenari complessi da affrontare
In entrambi i casi, per Fiat e per Alfa Romeo, si tratta di scenari di difficile soluzione, soprattutto perché i dazi 2025 di Trump rischiano di minare alla base un principio storico come quello del libero mercato che ha portato molti costruttori a produrre in Europa per vendere negli Usa.
Una localizzazione americana della produzione di Fiat e Alfa Romeo sembra al momento molto improbabile e anche trovare Paesi "amici di Trump" dove costruirle non pare una soluzione fattibile nel breve termine.
Questo potrebbe indurre Stellantis a ritirare i due marchi italiani dal mercato USA, una scelta dura ma potenzialmente necessaria per garantire la sostenibilità del business. In attesa di tempi migliori e magari di un nuovo inquilino della Casa Bianca.
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