A Francoforte mostra la chiave per scatenare una nuova rivoluzione nell’automotive mondiale, la terza, della sua ottuagenaria storia

Con la elettrica ID.3 e un nuovo logo, Volkswagen inaugura un inedito capitolo della sua storia, meno lunga rispetto ad altri marchi, ma non meno intensa. Partendo dalla timida utilitaria raffreddata ad aria, passando per la regina del segmento C, arrivando ai giorni nostri, con modelli diventati dei punti di riferimento per la concorrenza. Ripercorriamo insieme questo affascinante racconto industriale.

Gli inizi, tra la dittatura e la guerra. 1937-1945

Tutto ha inizio negli anni ‘30, mentre la Germania attraversa i tragici anni del nazismo, quando l'ingegner Ferdinand Porsche riceve da Adolf Hitler l’incarico di creare l’auto per motorizzare il paese, l’Auto del Popolo, quella che poi passa alla storia come Kafer, Beetle o Maggiolino (qui tutta la storia).

Una vettura pensata per essere solida, economica e ben sfruttabile, grazie anche al suo motore quattro cilindri contrapposti, raffreddato ad aria, montato posteriormente.

Volkswagen Bettle

Poco dopo lo stesso regime trascina il mondo in guerra e Volkswagen si trova costretta a concentrarsi sullo sforzo bellico. La produzione vira quindi sul Kubelwagen e lo Schwimmwagen, veicoli militari basati sulla stessa meccanica del Maggiolino.

La rinascita e il boom. 1945-1960

A guerra finita, sotto il controllo temporaneo dell'esercito britannico di stanza sul posto, la Volkswagen riprende l'attività e comincia a vendere maggiolini in grossa quantità. La gamma viene ampliata con un veicolo commerciale, il Transporter, sempre mosso con lo stesso motore boxer e anch’esso destinato a riscuotere successo col soprannome di Bulli.

Volkswagen Bulli

Le Volkswagen cominciano ad essere esportate in grandi numeri fuori dai confini tedeschi tanto che, già negli anni ‘50, vengono aperti nuovi impianti di produzione, tra cui quello in Brasile.

Volkswagen Karmann Ghia

In questi anni fa il suo debutto anche la Karmann Ghia, una sportiva disponibile in configurazione coupè e cabrio, frutto della collaborazione tra il famoso designer torinese e il carrozziere tedesco. Nel 1955 la casa celebra la milionesima auto prodotta.

Fedeli al boxer. 1960-1970

In Volkswagen vedono la necessità di modernizzare l’offerta. Viene quindi presentata la Type 3, una vettura con carrozzeria totalmente diversa rispetto al Kafer, nelle configurazioni sedan, fastback e familiare, ma sottopelle rimasta fedele ai cilindri contrapposti, alla trazione posteriore e al raffreddamento ad aria.

Sulla stessa base viene realizzata la Type 35, una coupè di medie dimensioni, sempre opera di Karmann e Ghia, ma che non riesce a lasciare il segno nel pubblico, che predilige sportive di brand più blasonati.

Volkswagen T3

Volkswagen diventa l’auto prediletta da chi cerca ergonomia e praticità e, a dispetto delle sue origini naziste, diviene la casa automobilistica simbolo dei figli dei fiori e della contestazione giovanile.

Il Maggiolino e Transporter diventano dei fenomeni di costume, simboli di una generazione. Il Beetle è anche una star del cinema grazie al film Un Maggiolino Tutto Matto. È anche tempo per l’allargamento dell’azienda: in quel periodo Volkswagen rileva Audi ed NSU e nel 1969 presenta, insieme a Porsche, la sportiva a motore centrale 914.

Grandi cambiamenti. 1970-1980

In sudamerica, grazie anche a modelli specifici come la Brasilia, VW continua a macinare utili ma nei mercati ricchi il costruttore tedesco comincia a trovarsi in difficoltà, a causa soprattutto di una base ingegneristica, quella di Ferdinand Porsche degli anni ‘30, che comincia a mostrarsi obsoleta.

Volkswagen corre ai ripari con la K70, un progetto riciclato da NSU, una berlina di classe media con motore longitudinale a quattro cilindri. È il primo modello del marchio ad avere il raffreddamento ad acqua.

Volkswagen Golf Timeline

Le vendite non vanno come sperato e a Wolfsburg non sanno come affrontare la crisi energetica. Viene chiamato in aiuto lo stilista Giorgetto Giugiaro, che contribuisce alla creazione di quella che è destinata a reggere le sorti del gruppo: la Golf, con motore trasversale e trazione davanti, che sin da subito si impone al top del suo segmento.

Questa vettura, disponibile anche cabrio, insieme alle altrettanto moderne Polo, di piccola taglia, Jetta, il pick up Caddy, Passat, berlina e familiare, Scirocco, una coupè per tutti, e al nuovo Transporter riescono a proiettare la casa verso un radioso futuro.

Volkswagen Caddy

Addio boxer. 1980-1990

Questo decennio è caratterizzato dall’arrivo delle nuove generazioni dei modelli già in listino. La Golf rafforza la sua posizione sul mercato in Europa, grazie anche alla GTI, mentre dalla Passat viene derivata la Santana, una tre volumi pensata per solcare le strade di molti paesi in via di sviluppo e con la quale Volkswagen inizia la conquista del mercato cinese.

Dopo la seconda generazione la Scirocco cede il testimone alla Corrado. Vw porta al debutto un sistema di trazione integrale, la Syncro. Il pubblico si è già ben abituato al nuovo corso della casa, così il Maggiolone termina la sua carriera in Europa e Nord America, per proseguirla in America Latina.

Volkswagen Scirocco

Ascesa al trono d’Europa. 1990-2000

Per la prima volta Volkswagen impiega per alcuni suoi modelli un motore di grossa cubatura, il VR6, un sei cilindri a V di 2.8 litri e oltre 170 CV, che negli anni seguenti riceve ulteriori evoluzioni.

La Golf passa alla terza serie e diventa anche station wagon. In piena moda dei monovolumi arriva la Sharan. Nel segmento più piccolo debutta la Lupo, penalizzata da un prezzo troppo elevato rispetto alle avversarie. La Polo si trasforma e diventa una pratica segmento B a tre e cinque porte, riuscendo ad ottenere dei buoni risultati di vendita.

Volkswagen Golf 4

Sotto la dirigenza di Ferdinand Piech il marchio comincia un importante upgrade, tanto come immagine quanto come qualità costruttiva, che inevitabilmente portano anche ad un aumento dei prezzi, lasciando il ruolo di “marchio umile” alla neo acquisita Skoda.

In quello stesso periodo Volkswagen riporta in auge il Beetle sotto forma di auto alla moda e dal design ricercato.

L’affermazione di un gigante. 2000-2010

La casa tedesca, ormai ben diversa rispetto a ciò che è stata fino ad alcuni anni prima, è diventata un marchio “near premium”, cosa sancita con il grosso SUV Touareg, la Passat CC, una coupè a quattro porte.

Volkswagen Touareg V8

In questi anni arrivano anche l’ambiziosa ammiraglia Phaeton, che si rivela un flop e i nuovi motori plurifrazionati, il V10 TDI e i benzina W8 e W12. Il marchio partecipa anche alla Parigi Dakar e compie alcuni record di velocità con la sportivissima Nardò, di cui vengono costruiti solo tre esemplari.

Volkswagen W8

L’offerta Volkswagen si arricchisce con la decappottabile Eos, con il SUV medio Tiguan e il monovolume Touran. Nella scelta della Golf si aggiunge la R32, spinta dal VR6 da oltre 240 CV. Il marchio rientra nel settore delle piccole sportive con la riedizione della Scirocco.

Volkswagen Golf R32

 

Tra trionfi e scandali. 2010-2019

Volkswagen, in questo periodo, sperimenta l’ibrido diesel più l'elettrico con la XL1 e fa il suo ingresso nel WRC con la Polo R, che vince i titoli costruttori e piloti dal 2013 al 2016. Arrivano sulla scena la piccola UP!, la coupè Arteon e un SUV ancora più grande del Touareg, l’Altlas.

Volkswagen EOS

L’entusiasmo subisce un lieve arresto per via del caso Dieselgate, scoppiato nel 2015, riguardante le centraline irregolari dei motori TDI, ma ciò non impedisce a Wolfsburg di raggiungere vendite elevate, grazie soprattutto alla solida fama della Golf, giunta alla sua settima generazione e da sempre tra i primi posti nella classifica di vendite in Europa.

Volkswagen Tiguan

Ultimamente Volkswagen ha presentato un ambizioso piano basato sulla mobilità elettrica. Alcuni modelli di questo nuovo filone sono già sulla rampa di lancio. Si tratta di una nuova grande rivoluzione? Difficile stabilirlo, di certo Volkswagen è un brand che si sa sempre muovere in anticipo rispetto ai cambiamenti del panorama automobilistico, come Maggiolino e Golf hanno già ampiamente dimostrato in passato.

Fotogallery: Volkswagen, da singola auto a grande realtà