Un'idea folle che, dal nulla, dà origine ad una nuova tipologia di auto, facendo scuola nell'olimpo del lusso su ruote

Alla Rover, quando ipotizzano qualcosa che unisca doti fuoristradistiche con comfort ed eleganza, probabilmente non si immaginano minimamente di creare un fenomeno di costume. Range Rover è un modello, anzi una famiglia di modelli, che gode di ottima fama anche dopo cinquant'anni e che tanti marchi di prestigio, che non si sono mai sporcati in fango e guadi, prendono da esempio, emulandone la filosofia.

Range Rover sopravvive, con nonchalance, classe e disinvoltura, alle burrasche che colpiscono l'industria dell'auto inglese. Un animale della foresta che, ormai, si è ben adattato anche tra i negozi dell'alta moda e nelle località più mondane.

La visione dei fratelli Wilks

Colpa di due fratelli Nel primo dopoguerra la Land Rover riscuote un successo immediato ai quattro angoli del pianeta, ma Maurice e Spencer Wilks, impiegati in Rover, pensano già ad una sua versione più addolcita e meno rozza.

Fotogallery: Range Rover, tutte le foto dal 1970 al 2020

Questo modello prende forma grazie ad un allestitore esterno, ma si rivela un flop. Tuttavia questo strano sogno si evolve, negli Anni '50, nella Road Rover, puntando quindi ad un miglior comportamento su strada e ad una facilità d'uso anche per i novelli delle ruote alte.

Idee ben chiare

Negli Anni '60, il successo in America di Jeep Wagoneer e Ford Bronco convincono la Rover a proseguire sul progetto, ma con una carta da giocare che gli yankees non hanno: quella del lusso tipicamente british, a suon di pelle e radica.

Range Rover Velar prototipo (1969)
Range Rover Velar prototipo (1969)

Lo studio, che viene occultato sotto il nome di Velar, porta a plasmare una grossa wagon a tre porte, con una linea squadrata e pulita, capace di andare dappertutto e con un sontuoso salotto al suo interno. Sotto il cofano il collaudato e generoso V8 3.5 cc da 130 CV, un progetto scartato precedentemente dalla Buick.

Fa subito centro

Alla sua presentazione, nel 1970, segue subito un boom di ordini. La Range Rover non ha praticamente rivali, è l'unica nella sua categoria. È il vanto di un gruppo, la British Leyland, costantemente messa in ginocchio da agitazioni sindacali e dalla concorrenza estera.

Range Rover prima generazione
Range Rover prima generazione
Range Rover prima generazione. Passo lungo

La prima serie dura ben 25 anni, durante i quali riceve le porte posteriori, la versione LWB e il turbodiesel della VM Motori. Dopo l'arrivo della seconda generazione rimane ancora un paio d'anni a listino, come Range Rover Classic, raggiungendo quota 325.490 unità.

Rimane fedele a se stessa

La gestazione della nuova Range Rover degli Anni '90, quella di seconda generazione, inizia con la vecchia proprietà inglese, ma termina sotto l'egida di BMW. Per lo stile vengono interpellati i migliori carrozzieri italiani, come Italdesign e Bertone, ma alla fine si sceglie un'opera home made, molto conservatrice, ma anche moderna.

Range Rover seconda generazione
Range Rover seconda generazione
Range Rover seconda generazione

Sottopelle vanta un trionfo di elettronica che la rende sofisticata e al passo coi tempi, anche se all'inizio è fonte di diverse rogne, e delle sospensioni idropneumatiche. Il vecchio V8 Rover si evolve nei formati da 4,0 e 4,6 litri, fino a 225 CV, e viene affiancato dal 6 cilindri in linea turbodiesel di Monaco. Stavolta si deve confrontare con l'agguerrita Mercedes ML.

Una sorellina in arrivo

Con la terza serie la Range Rover comincia ad essere circondata da più avversarie, come la rivelazione Porsche Cayenne. Così, dopo essere passata da BMW a Ford, la casa inglese crea una Range più piccola, ma più dinamica e sportiveggiante, derivata dal concept Stormer: la Range Rover Sport.

Range Rover terza generazione
Range Rover terza generazione
Range Rover terza generazione

I motori sono i V6 e V8 di Monaco, ma col cambio della guardia si passa ai benzina Jaguar, pure lei sotto l'ovale blu, e ai turbodiesel Ford. La punta di diamante è il prestante V8 Supercharged da 510 CV, capace di spingere la Range a 225 km/h.

Un 4x4 di rappresentanza

La Range Rover di quarta generazione, sviluppata dopo l'arrivo di Tata, assume tutti i connotati di una berlina di gran lusso e anche con una grinta da asfalto, ma senza tradire la sua indole off road. Arrivano la sportivissima Range Rover Supercharged SVAutobiography, forte di ben 565 CV, in grado di raggiungere i 250 km/h, e gli allestimenti blindati, dedicati a regnanti e statisti. Ormai Range Rover è un nome che si è messo alla pari dei principali brand Premium, e come tale allarga i suoi orizzonti a nuove dimensioni e sfide.

Range Rover quarta generazione
Range Rover quarta generazione
Range Rover quarta generazione

Esplora nuove nicchie Oltre alla classica e alla Sport debutta la Evoque, una entry level di segmento C e con motori quattro cilindri trasversali. Avente come madrina Victoria Beckham, la Evoque è una vettura volutamente modaiola e che ammicca ad una clientela più giovane e spensierata, tanto da avere anche una configurazione cabrio.

Range Rover quarta generazione. SV Coupé concept
Range Rover quarta generazione. SV Coupé concept
Range Rover quarta generazione. SVAutobiography
Range Rover quarta generazione. SVAutobiography

La proliferazione della specie prosegue con l'ibrido, la concept SV Coupé e con la Velar, nome già usato in gran segreto in passato, che unisce le doti della Sport con uno stile più "coupeggiante".

La reinterpretano in tanti modi

La Range Rover viene tagliata, allungata, trasformata e rivista in infinite forme, seguendo i capricci di qualche esigentissimo cliente o le fantasie di qualche bizzarro esteta. Wood e Pickett ne realizzano una carenata ed incattivita, Pavesi ne toglie il tetto a diverse e lo svizzero Monteverdi, già noto per le sue esclusivissime granturismo, ne inventa la variante a cinque porte, con largo anticipo rispetto a quella ufficiale. Da non dimenticare le conversioni in ambulanza e in mezzo antincendio.

Range Rover prima generazione. Monteverdi 5 porte
Range Rover prima generazione. Monteverdi 5 porte
Range Rover prima generazione. Wood & Pickett Epsom Sheer Rover
Range Rover prima generazione. Wood & Pickett Epsom Sheer Rover

Da solitaria a competitor tallonata

Per molti anni, ad esclusione delle più utilitaristiche Land Rover 90 e Mercedes Classe G, la Range Rover non deve litigare con nessuno, forse solo con la poco incisiva Fissore Magnum. Nel 1970 costa oltre 3 milioni di lire, finendo a stare tra 68 e 105 milioni di lire a fine carriera, risultando più cara della Jeep Grand Cherokee.

Nella sua seconda incarnazione si piazza tra 76 e 100 milioni di lire prima e poi tra 48.014 e 64.100 euro, con uno stacco di oltre 10.000 euro dalla sopracitata americana. La penultima vola tra 90.000 e 128.000 euro, lontana da Porsche Cayenne e BMW X5, contro cui si cimenta la Range Rover Sport, con prezzi compresi tra 50.000 e quasi 90.000 euro.

Dama di corte

Tutti abbiamo notato le Range Rover che prestano servizio alla Famiglia Reale inglese, a volte con la stessa Regina Elisabetta al posto dell'autista. Di recente Land Rover consegna ai Windsor una speciale Range in configurazione scoperta, coi colori della casata.

Range Rover quarta generazione. Hybrid State Review
Range Rover quarta generazione. Hybrid State Review

Storica e quasi storica

L'iconica Range Rover, che passa senza problemi dal Camel Troophy a Buckingham Palace, è attualmente disponibile per tutte le tasche, in diverse combinazioni di annate e allestimenti. La seconda serie parte da 4.500 euro mentre le prime a tre porte, le più ricercate dai collezionisti, vanno tranquillamente anche oltre i 20.000 euro. Se ne scegliete una da restaurare preparatevi però a consistenti spese.

Range Rover, prima e quarta generazione

Dopo cinquant'anni vissuti intensamente ed essere stati travolti da analoghe proposte da parte di Bentley, Lamborghini e Rolls Royce possiamo affermare che quei due matti dei fratelli Wilks hanno, ancora oggi, ampiamente ragione.

[Foto: Jaguar Land Rover e RM Sotheby's]