Il numero uno della multinazionale tedesca Volkmar Denner ci ha spiegato che cosa succederà nei prossimi cinque anni

Abbiamo chiesto a Volkmar Denner, CEO della Bosch, il suo punto di vista sulla guida autonoma, iniziando da un'opinione sulla discrepanza tra quello che sostengono le Case automobilistiche, che dichiarano il 2021/22 come tempo di commercializzazione delle prime auto di livello 3, e quello che ha detto la Commissione Europea, che reputa il 2050 come più realistico.

“L'obiettivo di Bosch è quello di portare sul mercato le tecnologie che supportino la guida autonoma di livello 4 e di livello 5 entro l'inizio del prossimo decennio - ha precisato Denner -. Per questo stiamo lavorando in stretta collaborazione con il Gruppo Daimler. Certamente ci sono ancora molte sfide da vincere dal punto di vista ingegneristico. Il problema più grande è quello della cosiddetta convalida, ovvero la certezza che l'auto si comporti esattamente come abbiamo previsto e progettato in tutte le situazioni che si troverà ad affrontare. L'incertezza sui tempi necessari per definire questa convalida è quella che porta ad avere differenti opinioni su quando la guida completamente autonoma sarà pronta per arrivare sulle strade. Per arrivare a questo risultato sarà fondamentale l'apporto dell'intelligenza artificiale che dovrà sovrintendere al comportamento dell'auto”

D: Quanto potrà incidere la guida autonoma sulla sicurezza stradale?

R: La ricerca di Bosch in questo senso è focalizzata su tre campi: sicurezza, solidità e prevedibilità. Il primo non c'è bisogno di spiegarlo, il secondo ha a che fare con come l'auto si comporta in differenti condizioni di guida, mentre il terzo ci deve dare la garanzia di sapere quello che l'auto deciderà di fare nelle diverse situazioni. Questo non vuol dire che non ci saranno mai più incidenti. Anche le auto a guida completamente autonoma saranno coinvolte in qualche incidente nel futuro. Ma ricordiamoci che oggi muoiono circa 1,3 milioni di persone ogni anno negli incidenti stradali che nel 90% dei casi sono dovuti a errori umani. Al netto di tutto questo, tutti i miglioramenti che potrà portare la guida autonoma in termini di riduzione di decessi e feriti gravi porteranno anche un grande beneficio alla società.

D: Come verrò definita la responsabilità di un incidente?

R: Quanto alla definizione della responsabilità dopo che si verifica un incidente, i casi sono diversi ma il concetto di base riguarda l'impegno richiesto al guidatore in quel determinato momento. Attualmente le auto disponibili sul mercato hanno al massimo una guida assistita di livello 2 e il prossimo passo saranno quelle di livello 3 (in grado di prendere il controllo in determinate situazioni, come in autostrada, ndr). In entrambi questi casi la legge tedesca dice che il guidatore è sempre responsabile di quello che accade e che deve sempre supervisionare quello che l'auto sta facendo, per riprendere velocemente il controllo se necessario. Ovviamente quando avremo sulle strade auto di livello 5, dove il guidatore non è nemmeno previsto, le persone a bordo non avranno responsabilità, nemmeno i passeggeri. Il discorso sarà leggermente diverso per le auto di livello 4 che in alcune circostanze richiederanno ancora l'intervento del guidatore.

D: Come si potranno gestire le situazioni di traffico complesse?

R: Per queste vetture l'idea del legislatore tedesco è quella di avere a bordo un sistema di registrazione che tenga in memoria quando è l'auto stessa a guidare e avere il controllo e quando invece è il pilota. Tutto questo al fine di stabilire la responsabilità di quello che accade. Un altro aspetto molto importante è il comportamento dell'automobile in relazione al traffico che la circonda e in cui è immersa, in particolare per quanto riguarda l'interazione con le vetture guidate da persone in carne e ossa. Una situazione critica classica è quella dell'ingresso in una rotonda, in cui il guidatore valuta lo spazio e il tempo relativo e decide se l'auto che sta arrivando è abbastanza lontana per entrare nella rotonda oppure no. Mentre fa questo prova ad avanzare di mezzo metro per vedere la reazione dell'altro automobilista, se questi rallenta passa, altrimenti decide di aspettare. Questo è esattamente quello che deve saper fare un'auto a guida autonoma: adattarsi alle condizioni che la circondano e potrà riuscirci solo grazie all'intelligenza artificiale.

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