Quando Maserati era controllata da Ferrari
Per otto anni, dal 1997-2005, Maserati e Ferrari erano una cosa sola e i V8 di Maranello muovevano i modelli del Tridente
Maserati potrebbe tornare sotto il controllo della Ferrari. La voce si sta facendo insistente, dopo le dichiarazioni dei vertici Stellantis durante la presentazione dei risultati finanziari del primo semestre dell'anno.
Tra i 14 brand del Gruppo, quello del Tridente è uno di quelli più in difficoltà: le vendite sono precipitate da 15.300 unità nei primi sei mesi del 2023 ad appena 6.500 auto nello stesso periodo di quest'anno. I ricavi e l'utile si sono ridotti di conseguenza e la direttrice finanziaria di Stellantis, Natalie Knight, ha detto che “potrebbe esserci una valutazione in futuro su quale sia la migliore casa per Maserati”.
Corsi e ricorsi storici, verrebbe da dire, ricordando le difficoltà del passato più o meno recente di Maserati. E fra i tanti trasferimenti di proprietà i lettori più appassionati ricorderanno che c'è già stata una gestione Ferrari al tempo di Luca Cordero di Montezemolo, dal 1997 al 2005. Facciamo qualche passo indietro.
5 passaggi di mano in 80 anni
Maserati inizia la sua storia non a Modena, città dove la direzione si sposta nel 1939, ma a Bologna nel 1914, dove nasce per volontà di Alfieri Maserati. Tra un modello iconico e l'altro ci sono però problemi economici quasi costanti che alla morte del fondatore la portano (nel 1937) nelle mani dell'imprenditore modenese Adolfo Orsi.
Arrivano le prime vetture stradali e numerosi successi nelle corse, che alla lunga non bastano e nel 1968 arriva Citroen che però già nel 1975 ne cede il controllo ad Alejandro de Tomaso.
Nel 1993 è la volta di Fiat che ne acquisisce il controllo e l'anno dopo nasce la Quattroporte IV firmata da Marcello Gandini. Nel 1997 i gruppo torinese vende il 50% di Maserati a Ferrari (allora parte del Gruppo Fiat) e dopo due anni il marchio del Cavallino Rampante ne assume il pieno controllo.
Maserati Biturbo (1984)
Il capitolo Ferrari
Sotto il controllo di Ferrari viene lanciata la 3200 GT con motore V8 biturbo di 3,2 litri di derivazione Shamal, che in realtà è un progetto ereditato dalla gestione De Tomaso.
Una bella sportiva non basta e il Tridente ha bisogno di risollevarsi in fretta per tornare a rappresentare il connubio tra eleganza e prestazioni, elementi stampati a fuoco nel suo DNA. Serve una nuova Quattroporte.
La Maserati 3200 GT nel 1998
La nascita del nuovo modello non è facile: a Maranello più di qualcuno ha dei dubbi sull'opportunità di reintrodurre una berlina alto di gamma, visto lo scarso successo della generazione precedente. Il via libera arriva dopo una lunga gestazione che affida il design non più a Marcello Gandini ma a Pininfarina, storica "matita" legata a Ferrari.
Maserati Quattroporte, la quarta generazione
Maserati Quattroporte, la quinta generazione
Il debutto avviene nel 2003, un anno dopo il lancio dell'evoluzione della 3200 GT, le Maserati Coupé e Spyder, con le quali condivide il motore V8 Ferrari. Lunga quasi 5 metri la nuova Quattroporte nata in stretta collaborazione con Maranello si rivela un successo per 24.000 unità prodotte in 9 anni.
I motori V8 che hanno fatto la storia recente del Tridente devono moltissimo del loro DNA a Ferrari. Aspirati prima e sovralimentati poi, sono arrivati fino ai giorni nostri, uscendo di scena con il 3.8 Biturbo montato su Ghibli Trofeo e Quattroporte Trofeo.
Vale la pena ricordare che sempre nel periodo "Ferrarista", Maserati tornò nel motorsport con la mitica Maserati MC12 del 2004, affascinante bolide da strada e da pista derivato dalla Ferrari Enzo e capace di raccogliere numerosi successi nel mondiale FIA GT.
Il ritorno in Fiat
Il legame Maserati-Ferrari si spezza nel 2005, quando la proprietà torna al Gruppo Fiat. Quello stesso anno Sergio Marchionne assume la guida dell'allora Fiat Auto (Fiat Group Automobiles dal 2007 al 2014 ed FCA Italy dal 2014 al 2023).
Maserati Spyder 2003, il motore V8 4.2
Nel 2010 Fiat annuncia l'espansione del marchio che nel 2013 presenta la nuova Quattroporte e la Ghibli e l'anno successivo Maserati vende oltre sette volte di più rispetto a cinque anni prima. Il Tridente è lanciatissimo e Marchionne ha in mente un piano ben preciso: far nascere un nuovo polo del lusso formato da Maserati e Alfa Romeo, con al centro la piattaforma Giorgio portata al debutto dalla nuova Giulia. Nel 2019 nasce l'Innovation Lab di Modena e tutto sembra procedere per il meglio.
Maserati Ghibli Ultima
Maserati MC20
Nel 2021 - a circa 3 anni dalla scomparsa di Marchionne - nasce Stellantis e Maserati può contare sulla forza di un Gruppo solido e dal respiro internazionale. Le cose però non vanno come da programma. Il piano prevede l'introduzione di modelli elettrici, a sostituire gradualmente le versioni termiche. Nasce così la famiglia Folgore che accoglie prima la GranTurismo e poi la GranCabrio, per completare l'opera con la Levante, SUV medio basato sulla piattaforma Giorgio. Arriva anche la MC20, coupé (e cabrio) sportive che portano al debutto il nuovo V6 battezzato Nettuno.
Maserati Nettuno
L'addio ai vecchi modelli però non coincide con l'arrivo delle nuove generazioni: la produzione di Quattroporte, Ghibli e Levante è terminata, ma per la nuova ammiraglia si parla ora del 2027, mentre per la media e i SUV i tempi potrebbero essere ancora più dilatati.
Perché adesso si parla ancora di Ferrari
Stando alle previsioni, quest'anno Maserati dovrebbe vendere meno di 12.000 unità, realizzando un margine negativo a due cifre. Il dato più preoccupante è che non ci sono novità di prodotto in vista fino al 2027.
Ferrari potrebbe essere l'azienda più adatta a gestire Maserati visti i suoi ottimi risultati dalla quotazione a Wall Street dal 2015 (nel 2023 ha generato ricavi per quasi 6 miliardi di euro con 13.663 unità vendute).
A Maranello si producono alcuni tra i motori più incredibili del mondo e l'elettrificazione non è certo una novità, con i powertrain ibridi di SF90 e 296 GTB e GTS. E l'elettrico è in arrivo nel 2025. Viceversa Maranello potrebbe sfruttare Maserati per generare volumi più elevati senza intaccare la propria esclusività.
Ferrari 296 GTB
Come detto per ora non c'è nulla di ufficiale e si tratta solo di rumors. Le parole di Tavares sulla redditività dei marchi Stellantis però rappresenta più di un indizio.
Maserati, la storia del Tridente in 15 minuti
Raccontando la storia di Maserati e Ferrari lasciamo la parola a Luca Dal Monte, giornalista che è stato responsabile della comunicazione Ferrari negli Stati Uniti e, successivamente, direttore della comunicazione di Maserati dal 2005 al 2015.
Dal Monte, inoltre, è autore di varie opere, tra cui La Scuderia (2009), Ferrari Rex - Biografia di un grande uomo del Novecento (2016) e La Congiura degli innocenti (2019).
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