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Stellantis, i perché dietro il crollo delle vendite in Italia e non solo

Modelli che se ne vanno e altri che faticano ad affermarsi. Da Alfa Romeo a Maserati, passando per Opel, Lancia e Fiat

Il crollo delle vendite Stellantis nel 2024
Foto di: Motor1.com

La notizia è su tutti i giornali con titoli più o meno roboanti: Stellantis non vende più, o almeno non come prima. La frenata più brusca è arrivata con i risultati delle immatricolazioni di auto nuove a settembre 2024 che, con riferimento al mercato italiano, fotografano un crollo del 33,9% rispetto allo stesso mese del 2023.

Questi dati, anticipati dalla comunicazione del taglio delle stime di redditività e conditi con gli stop temporaneo alla produzione di alcuni modelli come la 500 elettrica, hanno determinato l'ultimo "lunedì nero" per il titolo in borsa che lo scorso 30 settembre a Milano ha registrato un secco -14,7%.

Insomma, il Gruppo Stellantis che porta con sé la storica eredità della Fiat non ha più la forza di pochi anni fa, quando i diversi marchi nazionali spingevano la holding del Lingotto a dominare il mercato italiano e a sfidare Volkswagen a livello europeo.

Meno forza in Italia e in Europa

Dopo aver raggiunto una quota di mercato record del 38,87% nel 2020 (aggregando le immatricolazioni di FCA e PSA all'epoca non ufficialmente unite), il gruppo Stellantis ha iniziato a perdere il proprio share arrivando nei primi nove mesi del 2024 al 30,49% dell'immatricolato in Italia.

In Europa (EU+EFTA+UK) il trend è altrettanto negativo con una quota di mercato di Stellantis scesa al 16,2% nei primi otto mesi del 2024 contro il 20,2% dell'intero 2020.

Quote di mercato Stellantis dal 2020

  Italia Europa (EU+EFTA+UK)
2024 30,49% (primi nove mesi) 16,2% (primi otto mesi)
2023 32,27% 16,6%
2022 35,23% 18,2%
2021 37,82% 20,2%
2020 38,87% 20,2%

I perché del crollo Stellantis

Cerchiamo però di capire un po' meglio i perché di questo calo di interesse degli italiani (e non solo) nei confronti delle auto dell'ex costruttore nazionale, oggi multinazionale a trazione francese.

Lo facciamo ragionando proprio sulle automobili andando prima a vedere cosa e quanto vendono i tanti marchi del gruppo, alle prese con la transizione elettrica, aumento dei prezzi, contrazione del mercato e chi più ne ha più ne metta.

I marchi e le auto di Stellantis

I motivi della crisi

Abarth

Il caso Abarth è piuttosto emblematico di una certa crisi di identità che stanno subendo alcuni marchi del gruppo, con una quota di mercato che da inizio 2024 ha raggiunto appena lo 0,11% in Italia.

Abarth 695

Abarth 695

Abarth 500e

Abarth 500e

Abarth 600e

Abarth 600e

Quasi tutte le auto dello Scorpione vendute sono fra l'altro le ultime Abarth 595/695 a benzina prodotte fino a giugno nello stabilimento polacco di Tychy, impianto ora dedicato all'assemblaggio di Jeep Avenger, Fiat 600, Alfa Romeo Junior e Leapmotor T03.

Le elettriche Abarth 500e che rappresentano invece il presente e il futuro del brand, hanno registrato solamente 117 immatricolazioni da inizio anno. A questi magri numeri Stellantis conta di aggiungere poi le vendite della nuova Abarth 600e, ma da inizio 2025.

Alfa Romeo

Il marchio Alfa Romeo, al 2,26% di quota di mercato italiano nel 2020, è ormai sceso all'1,38% da inizio 2024, segno che la Casa del Biscione non ha ancora ritrovato quel seguito di appassionati che da sempre le tributano un prestigio indiscusso.

Alfa Romeo Tonale

Alfa Romeo Tonale

Alfa Romeo Stelvio

Alfa Romeo Stelvio

Alfa Romeo Junior

Alfa Romeo Junior

Alfa Romeo

L'elettrificazione avviata con l'Alfa Romeo Tonale all'inizio del 2022 (già pronta al restyling) è piaciuta al pubblico italiano e ha ridato ossigeno alle vendite, ma forse non abbastanza per compensare le vendite stagnanti delle ristilizzate Giulia e Stelvio.

Tanto interesse ha invece suscitato l'arrivo dell'Alfa Romeo Junior, soprattutto con la motorizzazione ibrida da 136 CV e con l'elettrica Veloce da 280 CV, promette di essere un successo.

Citroen

Anche Citroen è alle prese con una fase di transizione elettrica che parte proprio dal suo modello più venduto, la C3, ma riesce comunque ad accrescere la propria quota di mercato toccando il 3,78%.

Citroen C3

Citroen C3

Citroen C3 Aircross

Citroen C3 Aircross

Citroen C5 Aircross

Citroen C5 Aircross

Da sola la C3 rappresenta i tre quarti delle vendite Citroen e l'attesa per le consegne di nuova C3 anche elettrica e nuova C3 Aircross potrebbe rallentare un po' il passo del marchio che non vede decollare le vendite di C4, C4 X e C5 X. Sono invece ancora buone le vendite della C5 Aircross.

DS

DS, con i suoi dieci anni di vita, è il marchio più giovane del gruppo Stellantis e ancora sembra non aver fatto breccia nel cuore degli automobilisti italiani. Nel 2024 la sua quota di mercato nelle immatricolazioni non supera lo 0,34%.

DS 7

DS 7

DS 4

DS 4

DS 3

DS 3

Più della metà delle vendite italiane è rappresentata dal SUV DS 7 e anche la DS 4 trova i suoi estimatori, mentre la DS 3 si limita a poche centinaia di esemplari targati.

Il futuro si chiama DS 8, una crossover SUV/familiare coupé attesa nel 2025, anno dal quale le DS saranno solamente ibride plug-in o elettriche.

Fiat

Fiat è, assieme a Citroen, il "core brand" del gruppo, ovvero il marchio con cui fare i grandi numeri di vendita, ma il 2024 non si presenta brillante per la marca torinese. Se nel 2020 la sua fetta di mercato era al 15,33% (e al 20,21% dieci anni fa), quest'anno la quota è scesa drasticamente al minimo storico del 9,96%.

Fiat Panda

Fiat Panda

Fiat Grande Panda

Fiat Grande Panda

Fiat 600

Fiat 600

Evidentemente ci sono diversi motivi dietro questa sorta di tracollo, ma i principali si possono identificare con l'uscita di scena di un modello importante come la Fiat 500, non perfettamente sostituita dalla 500 elettrica nel cuore degli italiani. La Fiat 500X resta disponibile anche dopo il lancio della nuova Fiat 600, ma con numeri di vendita ridotti rispetto agli ultimi anni.

La Fiat Panda rimane la regina del mercato e rappresenta quasi i tre quarti delle vendite Fiat, ma resta grande l'attesa per l'arrivo della Grande Panda che sarà negli showroom tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. Si è invece ridotto l'interesse per la famiglia delle Fiat Tipo.

Jeep

Jeep è considerato a livello globale uno dei marchi più promettenti del gruppo Stellantis e la conferma arriva anche dal mercato italiano dove mantiene una buona quota di mercato del 4,44% nei primi nove mesi del 2024.

Jeep Avenger

Jeep Avenger

Jeep Renegade

Jeep Renegade

Jeep Compass

Jeep Compass

In Italia va molto forte la Jeep Avenger che totalizza oltre la metà dell'immatricolato Jeep, mentre Renegade e Compass si dividono equamente l'altra metà grazie anche ai motori a gasolio. La Jeep Wrangler, complice l'addio alla motorizzazione diesel, fa numeri ridotti con la plug-in hybrid.

Il futuro di Jeep è rappresentato dalla nuova Compass che uscirà dagli stabilimenti di Melfi nel 2025, ma anche da Recon e Wagoneer S, anche loro attese nel 2025. 

Lancia

Lancia è alle prese con una delicata fase di rilancio che passa, oltre che dalla presentazione prossima di una gamma di nuovi modelli, dalla riorganizzazione della rete di vendita europea. E intanto la quota di mercato è scesa al 2,49% da inizio anno.

Lancia Ypsilon (2024)

Lancia Ypsilon (2024)

Lancia Ypsilon (2021)

Lancia Ypsilon (2021)

Lancia Gamma (2026), il render di Motor1.com

Lancia Gamma (2026), il render di Motor1.com

Il calo è da attribuire soprattutto alla transizione tra la fine produzione della Lancia Ypsilon di seconda generazione che vendeva tanto anche grazie alla versione a Gpl e le prime consegne della nuova Lancia Ypsilon che è sia ibrida che elettrica.

Per l'ammiraglia Lancia Gamma bisognerà aspettare il 2026 e per la nuova Lancia Delta addirittura il 2028, con la costruzione di una gamma di modelli tutti nuovi che non sarà completa prima di quattro anni.

Leapmotor

Leapmotor è l'ultimo arrivato nella costellazione di marchi Stellantis, un brand cinese specializzato in auto elettriche e ibride plug-in range extender (EREV) che avvierà la produzione in Europa per spingere le vendite del gruppo.

Leapmotor T03

Leapmotor T03

Leapmotor
Leapmotor C10

Leapmotor C10

Entro la fine dell'anno la piccola Leapmotor T03, una delle elettriche più economiche sul mercato, inizierà la fase delle prime consegne, così come il SUV a batteria Leapmotor C10.

Tra il 2025 e il 2026 arriveranno poi le Leapmotor B10 e C16, entrambe sia elettriche che EREV.

Maserati

Maserati è il marchio di auto di lusso di Stellantis più famoso nel mondo, con un grande potenziale ancora poco sfruttato, visto che in Italia toccGrecalea appena lo 0,15% del totale del mercato e in Europa segna uno share dello 0,0% assieme a Dodge e RAM.

Maserati Grecale

Maserati Grecale

Maserati GranTurismo

Maserati GranTurismo

Nella Casa del Tridente è però in corso una profonda trasformazione che passa per l'elettrico "Folgore" e che ha visto il pensionamento della Ghibli e della Levante in favore della ancora non lanciatissima Grecale e delle esclusive GranTurismo, GranCabrio e MC20.

Della Maserati Quattroporte Folgore a batteria se ne riparlerà invece nel 2028.

Opel

Pure Opel non vive tempi felicissimi sul mercato italiano, con una penetrazione nel totale delle immatricolazioni del nuovo pari al 2,94% da inizio 2024 contro il 3,90% del 2020.

Opel Corsa

Opel Corsa

Opel Frontera

Opel Frontera

Opel Grandland (2024)

Opel Grandland (2024)

Più della metà delle auto targate da Opel in Italia sono le Corsa, seguite dalla Mokka e dalla Crossland che ha appena terminato la sua carriera. Anche la Grandland dà il suo contributo alle vendite, mentre l'Opel Astra ha perso estimatori nel nostro Paese.

Il rilancio del marchio passa per la compatta ed elettrificata Opel Frontera e per la nuova Opel Grandland, entrambe in consegna a fine 2024. A Opel sembrano anche mancare i numeri di vendita della Insignia che fino a qualche anno fa aveva un buon riscontro di pubblico.

Peugeot

Peugeot si conferma secondo marchio più venduto di Stellantis, ma questo non impedisce alle auto francesi di rappresentare il 5,02% delle immatricolazioni italiane 2024 contro il 5,91% del 2020.

Peugeot 3008

Peugeot 3008

Peugeot 208

Peugeot 208

Peugeot 308

Peugeot 308

Un calo leggero, quindi, ma fisiologico, visto che i modelli di punta 208 e 2008 iniziano ad avere ormai cinque anni sulle spalle e che la 308 fatica ad emergere in un mondo dominato dai SUV che non premia le hatchback e le wagon.

La Peugeot 3008 si è rinnovata completamente e ha perso la tanto apprezzata motorizzazione diesel in favore dell'ibrido (mild e plug-in) e dell'elettrico. Una svolta che non tutti gli acquirenti hanno ancora assimilato su un SUV di queste dimensioni.

A sostenere le vendite di Peugeot ci pensano anche la nuova 5008 e tra il 2026 e il 2027 le nuove generazioni elettrificate di 208 e 308.

L'aumento dei prezzi

I prezzi delle auto nuove sono cresciuti in maniera vertiginosa dopo la pandemia, con listini che a seconda degli studi presi in esame sono aumentati dal 21 al 38% in quattro anni. Gli automobilisti si rivolgono quindi sempre più al segmento delle auto economiche per poter contenere la spesa in fase d'acquisto.

Stellantis ha però sempre meno auto economiche nella gamma dei suoi marchi e oltre alla Panda può ormai contare solo su Fiat Tipo, sulla Grande Panda, sulla Citroen C3 e sulla Leapmotor T03

La fine del mercato del metano

L'annientamento del mercato del metano ha portato anche il gruppo Stellantis a terminare lo sviluppo e la produzione di modelli alimentati a gas naturale, un'alimentazione in cui Fiat e Lancia erano specialisti fino a una decina di anni fa.

Auto come Fiat Panda, Punto, 500L Natural Power e Lancia Ypsilon EcoChic Metano forse oggi non avrebbero più mercato, ma di certo hanno sostenuto le vendite e i successi del gruppo per molti anni.

L'addio al Gpl

Anche l'alimentazione bifuel benzina/Gpl è stata una delle bandiere del gruppo Stellantis, sostituita però negli ultimi quattro anni dall'avanzare del mild hybrid. Il risultato è che nel 2024 restano solo alcuni stock di vetture Fiat e Lancia a Gpl da immatricolare in un momento in cui il mercato premia questo tipo di carburante dai bassi costi chilometrici (9,4% di share, in crescita).

Le ultime auto di Stellantis alimentate a gas di petrolio liquefatto targate in Italia nel 2024 sono poche migliaia di Lancia Ypsilon Ecochic, mentre una decina di anni fa Fiat Panda Easy Power, Punto, Opel Corsa e Alfa Romeo Giulietta dominavano le vendite a Gpl.

Oggi invece il Gpl è dominio di marchi come Dacia, Renault, Hyundai e Kia, oltre a EVO, DR, Sportequipe e le nuove arrivate DFSK, Cirelli, EMC e Forthing.

L'uscita di scena del diesel

L'addio al motore diesel sulle city car e sulle utilitarie, sempre più costoso da rendere "pulito", ha colpito una fetta importante degli acquirenti di Stellantis che ora lo trovano esclusivamente sulle vetture compatte, medie e grandi.

Si tratta di un colpo pesante per chi negli anni ha avuto modo di apprezzare e godersi i vari 1.3 Multijet e 1.6 Multijet campioni di efficienza e autonomia.

Il gruppo Stellantis resiste col diesel vendendo ancora un buon numero di Jeep Compass, Renegade, Fiat 500X e Alfa Romeo Tonale a gasolio, ma il futuro del motore ad accensione spontanea resta segnato per Stellantis come per tutti gli altri costruttori.

La concorrenza delle altre auto economiche

Non trascurabile nell'erosione di quote di mercato di Stellantis è poi l'effetto di una concorrenza di marchi "convenienti" come Dacia, MG e quelli del gruppo DR che sottrae spazio a Stellantis nella fascia dei modelli d'accesso di Fiat e Citroen e in parte di Opel e Peugeot.

Auto semplici, economiche e furbe nel rapporto prezzo/dotazioni vanno infatti a rosicchiare numeri di vendita a quelli che fino a pochi anni fa erano i modelli di massa di Stellantis come le varie Fiat Panda, Punto, 500, 500X e 500L, in alcuni casi già estinte o in via di estinzione.

Aspettando l'elettrico, c'è l'ibrido Toyota

Un altro elemento che rallenta la vendite di Stellantis, così come di molti altri gruppi, è il difficile periodo di passaggio dalle auto con motore a combustione alle auto elettriche, una svolta epocale che in Italia trova difficoltà superiori rispetto ad altri Paesi (vedi la fine dei fondi per gli incentivi statali).

Molti automobilisti non si sentono infatti pronti al salto verso le zero emissioni locali e preferiscono puntare su una tecnologia ponte come il full hybrid di cui Toyota è maestra e leader di mercato e che trova in Hyundai, Kia e Nissan degni seguaci.

Ecco così che le grandi città si popolano di Toyota Yaris, ma anche di Yaris Cross, C-HR e Nissan Qashqai full hybrid che finiscono per avere costi di gestione e consumi ridotti e prendoni il posto dei modelli Stellantis mancanti.